Riprende oggi il processo al Chievo Verona. La società del presidente Campedelli è accusata di aver generato plusvalenze fittizie al solo scopo di alterare il bilancio e potersi iscrivere al Campionato di Serie A. Secondo quanto trapela dalla Procura sportiva, il processo dovrebbe consumarsi in un'unica udienza e la sentenza dovrebbe essere annunciata nella stessa giornata. Insieme al Chievo, a finire sotto processo era stato anche il Cesena, ossia la società che, secondo la Procura sportiva, ha consentito al Chievo di registrare le plusvalenze. Per la squadra romagnola, in estate, è arrivata una condanna a 15 punti di penalizzazione. Per il Chievo, l'iter processuale è stato più complicato e il comportamento del presidente Campedelli ha scatenato polemiche e illazioni. In una prima udienza, infatti, la posizione del Chievo era stata stracciata per un vizio di forma: il giudice sportivo infatti aveva dichiarato l'improcedibilità del caso perché la Procura federale non aveva dato la possibilità al presidente del Chievo di spiegare il proprio operato. Incassato il colpo, la squadra di magistrati che opera sotto la guida di Pecoraro si è rimessa subito in moto e, dopo aver notificato alle parti la chiusura delle indagini, avevano fissato la data dell'audizione. Ma, a sorpresa, Campedelli aveva mandato un certificato medico a giustificazione dell'assenza. Secondo il Crotone, che nel processo si è costituito parte civile, si è trattato di un escamotage per potersi iscrivere al campionato. Come infatti avvenuto grazie all'autorizzazione di qualche settimana dopo da parte della Consob. Quello che è certo, e che in qualche modo influenza in maniera importante anche l'attuale campionato, è che l'eventuale condanna il Chievo la sconterà nella prossima stagione.

La difesa della società scaligera, come raccontato da Il Foglio nei giorni scorsi, punterà a dimostrare che la valutazione effettuata dalla Procura è "errata". In pratica il metodo impiegato per provare le plusvalenze fittizie porta a considerare doppio il beneficio per la società e di conseguenza a sovrastimare il patrimonio netto. Nell'udienza di oggi, la difesa dichiarerà che dalla contro-verifica dei conti «è emerso l'importo di 23,85 milioni come la somma degli errori commessi dalla procura». Dunque, le plusvalenze fittizie che erano emerse per un importo analogo non esisterebbero. La stagione 2016-17 ha visto l'esplosione delle plusvalenze, salite a un totale di 749 milioni rispetto ai 437 della stagione precedente, con una crescita di oltre il 70%. Le plusvalenze, secondo il Report Calcio della Figc, rappresentano il 22,4% del valore complessivo della produzione del calcio italiano professionistico. Stabilire se una plusvalenza sia effettiva o fittizia è un esercizio soggettivo e di difficile contestazione. Per questo, la Procura sportiva è al lavoro dall'inizio dell'estate per tentare di individuare dei criteri oggettivi che consentano di regolamentare la materia. I risultati sono attesi a breve.