Nella settimana che passerà alla storia romanista come quella dell'addio di Daniele De Rossi - con tutto il suo strascico di polemiche, contestazioni e via dicendo - il campo è passato in secondo piano. Ma stasera (ore 20.30) contro il Sassuolo al Mapei Stadium ci sono in palio punti preziosissimi per la corsa all'Europa. «Finché siamo in ballo, abbiamo l'obbligo di ballare», le parole di Claudio Ranieri dopo il successo contro la Juventus. Sembra passata una vita, ripensando a tutti gli eventi che si sono susseguiti da martedì a oggi, invece si tratta soltanto di sei giorni. Eppure il campo chiama: gli ultimi 180' di questa stagione nata male e finita anche peggio saranno determinanti nel rush finale per le squadre che vanno dal terzo al sesto posto. Tutto può ancora succedere, la Champions sembra più un miraggio che una realtà, ma finché l'aritmetica non condanna i giallorossi, bisognerà crederci. A fare in qualche modo da arbitro c'è il Sassuolo, che all'ultima giornata sfiderà proprio l'Atalanta - che ci precede di tre punti - in trasferta, seppur in casa. Complici i lavori all'Atleti Azzurri d'Italia, infatti, i bergamaschi ospiteranno i neroverdi al Mapei Stadium.

Precedenti favorevoli

Sono ammessi tutti gli scongiuri del caso, anche i meno eleganti: la Roma è imbattuta in casa del Sassuolo. Cinque i precedenti in terra emiliana, con altrettante vittorie: 11 i gol fatti, soltanto uno subìto (quello di Paolo Cannavaro nel successo per 3-1 del 26 ottobre 2016, quello in cui Florenzi si ruppe il crociato). Su undici precedenti tra il Mapei e l'Olimpico, i neroverdi sono riusciti a fare punti soltanto in trasferta (quattro pareggi), mai mantenendo la porta inviolata. Un dato parzialmente incoraggiante per i giallorossi, che nelle ultime sei trasferte tra campionato e Champions League non sono mai riusciti a segnare più di un gol: l'ultima volta risale al successo per 3-2 in casa del Frosinone, datato 23 febbraio.

Novità per Ranieri

Ci sarà Lorenzo Pellegrini, che con il Sassuolo ha mosso i primi passi nel calcio dei grandi: 54 presenze e 11 gol per il numero 7 romano, esploso sotto la guida di Eusebio Di Francesco. In panchina stavolta c'è però Claudio Ranieri, subentrato in corsa al tecnico abruzzese: per il testaccino quella contro il Sassuolo è una sfida inedita. Mai, in passato, aveva affrontato gli emiliani, che diventano così il 211esimo avversario della sua carriera da allenatore. Una carriera che vanta 1124 panchine, 366 delle quali in Serie A. Si troverà di fronte per la prima volta Roberto De Zerbi, che finora ha totalizzato 77 gare nel massimo campionato. Trentotto anni di differenza tra i due: quando l'attuale tecnico dei neroverdi nasceva, il 6 giugno 1979, Ranieri aveva da poco concluso la quinta stagione con la maglia del Catanzaro, la terza in Serie A per i giallorossi di Calabria, con un sorprendente nono posto in classifica. Il nuovo che avanza contro la "vecchia volpe" della panchina, in una sfida tra scuole di pensiero che più lontane non si potrebbe. Sarà proprio De Zerbi, insieme alla Juventus, l'arbitro di questa corsa all'Europa: sia gli emiliani che i bianconeri, infatti, affrontano in questo rush finale Roma, Torino e Atalanta. Ma i giallorossi non possono permettersi calcoli: servono sei punti. Poi, come cantava la Sud, «che sarà, sarà».