L'ombra di Conte si allunga sui profili tesi e concentrati di Spalletti e Ranieri che stasera si affronteranno per la quinta volta in carriera (3 successi e un pareggio per il romanista, che però nelle quattro sfide guidava la Juventus contro la Roma) con l'obiettivo all'orizzonte di portare in acque internazionali ognuno la propria squadra, col rischio di doverla poi lasciare tra due mesi a un signore che invece si guarderà la sfida in tv (al Meazza sarebbe troppo sfacciato?) e per il momento si accontenta di giocare a carte in televisione scherzando sul suo futuro.

A vedere i numeri non c'è tutta questa differenza nel curriculum stagionale tra Roma e Inter. Nel tratto comune di un cammino comunque lastricato da polemiche, le due squadre hanno perso ognuna già otto volte in questo campionato. Solo che delle restanti 24 gare, l'Inter ne ha vinte 18, la Roma 15. Sarebbe bastato, nel facile giochino dei se e dei ma, difendere i larghi vantaggi con Chievo, Cagliari e Atalanta per essere oggi al fianco dei nerazzurri, con la Champions in tasca, a programmare il futuro con molta più serenità, addirittura con la prospettiva di ipotecare il terzo posto e magari attaccare il secondo in caso di declino del Napoli. Invece non si sa ancora quale competizione europea la Roma potrà disputare il prossimo anno e forse non si saprà fino all'ultima giornata, con l'inevitabile ritardo che ne deriverà nella programmazione strategica del futuro.

Ultimo treno per il podio

Così la partita di oggi diventa un teorico ultimo treno per provare ad attaccare il terzo gradino del podio (vincendo, l'Inter sarebbe a tre punti) e comunque l'ultimo vero ostacolo che il calendario prevede nella corsa alla Champions League: dopodiché bisognerà cercare di trarre il massimo dagli impegni non irresistibili contro Cagliari, Genoa, Sassuolo e Parma (squadre già con buoni margini sugli obiettivi stagionali) oltre a quello con la Juventus già campione d'Italia per il vernissage della terzultima giornata. I nerazzurri sembrano usciti dal periodo difficile coinciso con la crisi di spogliatoio sul caso Icardi, ma nel 2019 non sono impeccabili soprattutto al Meazza: di sei partite, ne hanno vinte solo due, contro Sampdoria e Spal, ne hanno pareggiate due per 0-0 contro Sassuolo e Atalanta e perse due di misura contro Bologna e Lazio. La principale caratteristica della squadra resta la sua impermeabilità difensiva: Handanovic è il portiere meno battuto della Serie A dopo lo juventino Szczesny. È l'altra grande differenza tra Inter e Roma: se i giallorossi hanno segnato di più (57 gol contro 50), i nerazzurri hanno incassato 19 gol di meno (45 contro 26). Spalletti resta tra i migliori organizzatori della fase difensiva del nostro campionato.

Nainggolan vs Zaniolo

È anche inevitabilmente il confronto tra Nainggolan e Zaniolo, trequartisti in cerca di gloria, in due momenti tanto diversi delle rispettive carriere: sta sbocciando quella del talento di Massa (forse oggi in panchina), si avvia verso la parte finale quella del belga. Le parole di Radja nei confronti del suo successore non sono state caldissime («è facile fare una stagione buona, ma vedremo tra 10 anni»), ma rientra tra le schermaglie intinte d'orgoglio di un romanista (acquisito) che non s'è mai rassegnato a una cessione che evidentemente non ha voluto lui. All'andata non c'era, così quella di stasera è la prima volta contro la Roma: l'ultima volta gli capitò con la maglia del Cagliari nel 2013, quando vinse all'Olimpico per 4-2 condannando Zeman all'esonero. Sarà una sfida tra due squadre tradizionalmente portate a sfidarsi a viso aperto, abituate anche a sfruttare bene le palle inattive. Nella speciale classifica dopo la Juventus ci sono proprio Roma (21 reti segnate direttamente o indirettamente su calcio di punizione, una in meno dei bianconeri) e Inter (19), a conferma dell'imponente struttura muscolare su cui sono state costruite.