Si rivedono Lorenzo Insigne e Fabian Ruiz: Ancelotti, alla ripresa degli allenamenti, ha potuto contare anche sul numero 24 e sullo spagnolo, ai box nei giorni scorsi rispettivamente per un'elongazione all'adduttore e per l'influenza suina. Insigne ha svolto l'intera seduta di ieri in gruppo, perciò è da considerarsi abile arruolato per la sfida con la Roma in programma domenica pomeriggio all'Olimpico; per quanto riguarda il centrocampista, invece, lo staff medico vuole andarci piano: Ruiz si è allenato con i compagni, senza però disputare la partitella finale. Il virus che sta smaltendo impone cautela: le sue condizioni verranno monitorate giorno dopo giorno, ma - salvo sorprese - sarà della partita. Una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo ad Ancelotti, già orfano di Diawara e Zielinski a centrocampo, oltre che di Albiol e Chiriches.

Già da oggi il tecnico azzurro avrà a disposizione anche gli ultimi calciatori che sono stati impegnati con le rispettive nazionali, perciò le prossime sedute saranno determinanti per capire chi scenderà in campo contro la Roma. Tra i pali ci sarà sicuramente Meret; davanti a lui Malcuit (o Hysaj), Maksimovic, Koulibaly e Ghoulam. Con Allan e Ruiz in mezzo al campo, il 4-4-2 sarà completato con ogni probabilità da Callejon a destra, Verdi sull'out mancino e la coppia Insigne-Milik davanti. Ammesso che Ancelotti voglia rischiare il napoletano, altrimenti spazio a Mertens. Anche perché ora gli azzurri sono attesi da sette partite nell'arco di tre settimane e la gestione delle energie - anche in vista del doppio confronto di Europa League con l'Arsenal - imporrà delle rotazioni.

Adl: «Ancelotti come Sir Alex»

«Voglio Ancelotti a vita: sono un po' sulla linea di Alex Ferguson, l'allenatore deve essere il punto di riferimento della società e rappresentarla del tutto». Queste le parole rilasciate dal patron Aurelio De Laurentiis ai microfoni di Sky Sport: «Ho preso un allenatore che ama la città, il nostro centro sportivo e che vuole rimanere qui altri otto anni. Al di là della conduzione societaria, anche quella tecnica è centrale in un club». Parole al miele per l'allenatore, quindi, e l'annuncio dell'imminente firma della convenzione col Comune di Napoli per la gestione del San Paolo: «Sarà di dieci anni, ma devo verificare se mi faranno fare degli interventi economici per migliorarlo ulteriormente».
Il presidente del Napoli si è quindi soffermato sul gap con la Juventus: «È una questione di fatturato: se avessi i ricavi di alcuni club inglesi o tedeschi, vincerei tutti gli anni. Cristiano Ronaldo ad esempio fa la differenza, non c'è dubbio, ma se cambi allenatore e lui con grande onestà intellettuale vuole capire le reali capacità di ogni giocatore, non puoi non schierarli - spiega De Laurentiis - Perciò devi mettere in conto che qualche partita la perda. Io devo ragionare su un percorso, non sull'annualità. Il tifoso è tifoso: non ragiona perché per lui è una questione di cuore e ha ragione a voler vincere, ma noi prima o poi ce la faremo. Dobbiamo soltanto capire se prima o poi».

Nelle sue dichiarazioni c'è spazio anche per il quarto di finale di Europa League contro i Gunners: «Sono un avversario complicato: sarebbe stato più facile con altre squadre che sono andate ad altre nostre rivali. Ma credo che Ancelotti sappia gestire la competizione: l'Arsenal è una squadra competitiva, con un bravissimo allenatore, ma il nostro è migliore. Inoltre questa interruzione per le nazionali stavolta è stata utile e alla ripresa tutti saranno in forma e concentrati per il doppio impegno in campionato e in Coppa».