Pollice caldo. È quello che chiunque abbia un account sui social network sente quando le dita fremono per scrivere un pensiero rabbioso, istantaneo, poco ragionato. Per poi magari pentirsene. Oggi è toccato a Duncan, centrocampista del Sassuolo non convocato per la sfida dell'Olimpico, che subito dopo il non-autogol di Schick ha sentenziato su Twitter: «Tranquilli che non è gol. Andiamo avanti con la vergogna rovinando il calcio scegliendo chi deve vincere la partita prima». Frasi pesanti, che tirano in ballo un passato non così lontano del calcio italiano di cui la Roma è sempre stata solo vittima.

E infatti, dopo essersi reso conto della fesseria, Duncan ha eliminato il tweet, forse ben suggerito da qualche dirigente neroverde. D'altronde c'è ben poco da opinare: se ci si affida a una tecnologia scientificamente esatta, quale non è il Var e quale è la goal-line technology, si accetta pure il fatto che a volte il freddo calcolo decida un sì o un no sulla base di pochi millimetri. Come hanno mostrato le immagini diffuse da Sky, l'autogol non era da convalidare, proprio perché una piccolissima porzione di pallone non ha superato la linea, salvando la Roma e Schick.
Più diplomatico De Zerbi, che ha ammesso: «Dopo il gol-non gol siamo spariti dal campo. Abbiamo fatto male e abbiamo meritato di perdere. Non ci siamo presentati e la responsabilità è mia. Probabilmente non siamo ancora in grado di fare quello step che vorremo tutti. Non so se questo episodio abbia condizionato l'umore dei miei, ma non avevamo la cattiveria di vincere. Ci mettiamo una pietra sopra e facciamo che questa partita non si sia mai giocata. Siamo testardi e proseguiremo per cercare di migliorarci».