Un boato sicuramente c'è stato, quando la Roma ha pescato il Porto dall'urna di Nyon evitando City, Barça, Psg e Bayern. Ma in tutte le case dei romanisti, non a Trigoria, dove sicuramente a urlare non c'erano i giocatori (per loro era il giorno libero, tranne per qualcuno che ha svolto terapie). Si chiama istinto di conservazione, perché in un momento così delicato ci voleva una piccola iniezione di fiducia. Come quella che è arrivata dal sorteggio degli ottavi di Champions che ha messo di fronte a Roma al Porto. La meno probabile alla vigilia - per un discorso di pura percentuale - e la più agognata. Deserto, o quasi a Trigoria ieri, e ripresa oggi.

Meno cinque alla gara dell'Allianz, dai più temuta e da preparare al massimo: saranno giorni importanti, non solo per ricompattarsi, come auspicato da Totti dalla Svizzera, ma anche per verificare le condizioni dei big infortunati, evocati da Baldissoni sempre da Nyon. A partire da Edin Dzeko, che proverà a recuperare in vista della gara con la Juve di Cristiano Ronaldo. Il bosniaco è fuori dalla vigilia della gara di Champions casalinga con il Real, dopo un minimo di turnover con la Sampdoria in casa e nella sciagurata trasferta di Udine. L'infortunio muscolare patito sembra superato e per la sfida con i bianconeri Di Francesco spera di poter recuperare uno dei giocatori più importanti della squadra. Così come De Rossi, in panchina per dare coraggio ai compagni con il Genoa, ma che sembra leggermente indietro rispetto al compagno. Ciò non toglie che Daniele ci proverà, perché la Roma ha bisogno di lui. Più indietro, invece, Lorenzo Pellegrini e El Shaarawy.