Che sarà sarà. A 33 anni quasi esatti dal coro che emozionò tutta l'Europa calcistica, oggi torniamo a pensarla così. Perché è così che si scalano le montagne. Senza paura, ma con convinzione e sudore. Per questo, qualsiasi nome uscirà oggi dall'urna di Nyon (andata 3-4 aprile, ritorno 10-11) andrà bene, perché "noi sempre ti sosterrem, ovunque ti seguirem, che sarà sarà".

Bayern Monaco

Era il marzo del 1985. Alla fine della stagione precedente, il Barone Liedholm era tornato al Milan portando con sé il capitano Di Bartolomei. Viola aveva puntato tutto sul calcio moderno di Sven Goran Eriksson, capace di portare qualche anno prima lo sconosciuto Göteborg sul tetto d'Europa. La sconfitta interna ai quarti di finale della Coppa delle Coppe per mano del Bayern segnò inesorabilmente la fine di un ciclo vincente. Era la partita di ritorno di un match perso all'andata 2-0. Quando la Sud si rese conto che ormai l'impresa era impossibile iniziò a intonare il canto che ben presto fu seguito da una delle sciarpate più emozionanti della storia del tifo giallorosso. Per molti anni Roma-Bayern fu questo. Poi arrivò un ciclone che spazzò via l'Olimpico e che risvegliò un incubo col numero 7. Il Bayern di Jupp Heynckes è un possibile avversario dei quarti: ha virtualmente vinto la Bundesliga (20 punti di vantaggio sullo Schalke, seconda), vincendo 26 delle ultime 29 partite disputate e a presentare un Lewandowski vecchia maniera (32 gol in 36 gare). E dire che erano partiti così male da esonerare Ancelotti…

Barcellona e Real Madrid 

Che sarà sarà. Perché se poi ti capita il Barcellona o il Real Madrid non è che le cose possono essere semplici. Se, invece, ti aggrappi ai (bei) ricordi allora il discorso cambia. Perché anche quella notte del 2002 l'impresa pareva impossibile. Il Bernabeu non cadeva di fronte a un'italiana dal 1967. Invece, in quel 30 ottobre 2002, Totti si caricò sulle spalle la Roma per condurla nella storia. E al turno successivo. Imitato sei anni dopo da Vucinic.
Il successo di martedì contro gli ucraini ha consentito alla Roma di guadagnare molte posizioni nel Ranking Uefa, sia a livello di classifica generale, sia a livello di classifica stagionale. I giallorossi hanno raggiunto il ventiquattresimo posto nella graduatoria relativa alle ultime cinque stagioni, superando in un colpo solo Besiktas e Monaco, distanti ora due lunghezze. Ancora più evidente il balzo a livello stagionale. Quindicesima prima della gara di martedì, la Roma è ora rientrata nella Top 10, avendo sorpassato Chelsea, Besiktas, Psg, Shakhtar Donetsk e Basilea.

Manchester City

Che sarà sarà. Sì, è vero il Barcellona fa tremare solo a sentire il nome, sta dominando la Liga, ha archiviato il 15esimo risultato utile consecutivo, non prende gol da oltre 400' e là davanti ha un certo Lionel Messi. Però, che sarà sarà. Perché poi, da qui in avanti, tutto quello che viene in più sarà una conquista. Come quel pallonetto di esterno destro che consegnò per l'ennesima volta Totti alla storia del calcio come il giocatore più anziano a segnare in Champions. Erano solo quattro stagioni fa e il campo è uno di quelli che potrebbero uscire dall'urna svizzera, quello del Manchester City. Ora dominatore della Premier League grazie a un attacco super (Aguero, Sanè, Silva, Sterling, De Bruyne, e il rientrante Gabriel Jesus) ma anche di una difesa più accorta come dimostrano le poche reti subite ultimamente (5 in 11 gare).

Juventus, Liverpool e Siviglia

Che sarà sarà. E se poi dovessimo incontrare la Juventus? Qui lasciamo stare i ricordi e le suggestioni. Sarebbe troppo. Sarebbe una novità in Europa e chissà che lo cose non possano cambiare fuori dai confini… Intanto, tra gli scommettitori sono in tanti ad avere puntato sul derby europeo: più della metà delle giocate, fa sapere Sisal Matchpoint, è stata piazzata sullo scontro diretto tra bianconeri e giallorossi. Che sarà sarà. E poi rimane il cuore. Quello di Monchi e dei tifosi romanisti. Se dal punto di vista tecnico le due squadre più alla portata (si fa per dire) restano Liverpool e Siviglia, dal punto di vista emotivo le cose non stanno proprio così. Lo scontro con i reds potrebbe risvegliare sconfitte mai dimenticate, eliminazioni cocenti e scontri recenti finiti male. Ma sarebbe pure l'occasione per riabbracciare Momo Salah, 32 reti in 40 partite, di cui 6 in Champions. E magari fargli vedere cosa si è perso scegliendo l'Inghilterra. Percorso al contrario per Monchi, sevillista da calciatore e dirigente e ora condottiero di un nuovo progetto tecnico nella Capitale insieme a Francesco Totti, che ieri ha parlato con i responsabili della pagina Facebook ufficiale della Serie A per ribadire che l'unica cosa che gli manca sono gli scarpini. Oggi l'ex capitano sarà con Monchi e Tempestilli a Nyon a rappresentare la società. E speriamo ci porti buone notizie. "Chi" sarà sarà.