Dall'uno all'Under. Da Alisson al turco che già li ha purgati, passando per il ritorno di Dzeko che in questa Champions ne ha già segnati tre, due straordinari a Stamford Bridge al Chelsea, un altro, pesante pure questo, al Qarabag a casa loro. Ci sarà bisogno di tutti stasera in quella che, fin qui, è la partita più importante della stagione.

Partendo proprio dal nostro portierone brasiliano. Capace di conquistare tutti a forza di prestazioni da applausi a scena aperta. Ultima quella contro il Torino in cui nel primo tempo in due occasioni ha evitato che si materializzassero di nuovo i fantasmi. Alisson si sta dimostrando il vero top player di questa Roma che non sai mai cosa farà in campo: una volta bella da svenire, un'altra brutta da imbufalirsi, e le due facce si sono viste anche nel corso della stessa partita. Chi è stato sempre al top è stato lui, Alisson arrivato da Porto Alegre, una garanzia in particolare nel percorso europeo dove ha numeri all'Olimpico in assoluta controtendenza rispetto a quelli del campionato. Toccando ferro, infatti, c'è da dire che nelle tre partite casalinghe giocate dai giallorossi in Champions League, il brasiliano ha mantenuto la sua porta inviolata.

Merito della squadra, ma in questo caso bisogna dare ad Alisson quello che è di Alisson. Soprattutto ricordando la sfida con l'Atletico Madrid, la prima del girone di qualificazione, quando solo grazie a una sua straordinaria prestazione si riuscì a finire la gara con il risultato iniziale, un pareggio che poi a conti fatti si è rivelato determinante per qualificazione e primo posto nel girone. Con il Chelsea e, soprattutto, con il Qarabag, per il portiere non ci fu troppo bisogno di garantire effetti speciali, ma fu comunque un protagonista di qualità per sicurezza e senso del piazzamento. Certo sembra strano che una Roma che in campionato, sul suo campo, ha incassato quindici reti in quattordici gare, più di uno a partita, riuscendo a mantenere inviolata la sua porta soltanto in tre occasioni (le stesse della Champions), in Europa fin qui, e ritocchiamo ferro, davanti ai suoi tifosi non abbia incassato neppure una rete.

Ma stasera, oltre che non prendere gol, sarà necessario farne almeno uno per poter festeggiare, dopo dieci anni, la qualificazione ai quarti di finale della Coppa con le grandi orecchie. E allora, caro Under, rifallo ancora, come a casa loro, un'altra rete per confermare il tuo straordinario momento che nelle ultime settimane ti ha portato a essere l'altra grande garanzia di questa Roma che vuole toccare con mano di essere tra le migliori otto squadre europee. Il turco contro il Torino si è preso una gara di stop, forse complice l'assenza di Dzeko costretto in tribuna da un turno di squalifica. Ma stasera il bosniaco tornerà al centro dell'attacco romanista. Con l'obiettivo di riprendere il discorso interrotto dopo il Napoli, dopo quei due gol che hanno zittito il San Paolo e fatto felici pure i tifosi juventini che ora vedono il settimo scudetto consecutivo ancora più vicino.

Ma certo alla Roma non potrà essere sufficiente la forza di questi giocatori. Ci sarà bisogno della spinta di Florenzi e Kolarov, della concentrazione di Manolas e Fazio, delle geometrie e della forza fisica di De Rossi, Nainggolan e Strootman, delle progressioni sulla fascia di Perotti che si riprenderà il suo posto sulla corsia sinistra. Tutti per uno, uno per tutti. Per regalare ai tifosi un sogno. Un sogno che si meritano.