Lassatece passa', semo romani, recita uno striscione posto ai piedi del tabellone situato nella Nord giallorossa. E difatti sono passati mettendosi alle spalle la regina e lasciando il re a mani vuote. Primi, davanti a tutti e contro tutti i pronostici. Primi sotto lo sguardo di chi per primo ha deciso di puntare nuovamente sulla Roma. A scatola chiusa come un abbonamento sottoscritto con largo anticipo. Si dice che gli ultimi saranno i primi, ma pensando alla sfida di martedì verrebbe da dire che i primi sono stati anche gli ultimi ad abbandonare un Olimpico tristemente vuoto in larga parte. E una notte così speciale avrebbe certamente meritato una diversa cornice di pubblico. In trentamila e poco più per sostener la Roma, condividendo la paura di trovarsi nuovamente al cospetto di una serata come altre prima di allora. Quelle notti non di coppe e di campioni, ma di speranze svanite e rammarico e rimpianti. È stato detto che partite del genere non debbano più rappresentare una eccezionalità, ma la normalità delle cose. Piccoli mattoncini nel percorso di crescita. Probabilmente sarà anche così, eppure osservando i volti dei romanisti prima, durante e dopo la partita con il Qarabag sarebbe facile affermare l'esatto contrario. Perché è eccezionale, straordinario l'ammirare una buona fetta di pubblico cantare mentre le squadre non erano ancora scese in campo, per aumentare i decibel soprattutto nel momento del bisogno fino ad esplodere in un urlo sordo mentre Perotti, ancora lui, decideva di siglare sotto la Sud l'ennesima rete da dentro o fuori. I romanisti dentro, tutti gli altri fuori. Federico Aldrovandi dentro e tutti gli altri fuori. Perché affianco al "lassatece passa', semo romani", a quel lungo telo rosso dipinto di giallo riadattando ai giorni nostri un vecchio striscione di molti decenni fa, ce ne era un altro del color dell'innocenza. E aveva il volto di Federico. E pochi centimetri più a destra un altro telo con un altro volto. Quello di un capitano che a fine partita ha incrociato lo sguardo con il suo allenatore, prendendo sotto braccio la squadra per portarla sotto gli occhi della Sud. Insieme: l'undici di fronte al dodicesimo in un lungo applauso culminato nell'esultanza mentre il tabellone sanciva la fine della sfida di Stamford Bridge e un primo posto a cui pochi avrebbero creduto. "Roma", "Roma", "Roma", scandito ad alta voce da chi per ultimo ha abbandonato lo stadio da primo in classifica. Loro, i romanisti, che lunedì verso l'ora di pranzo saranno i primi ad armarsi di computer e carte di credito, col cuore speranzoso e la lunga attesa di chi sa già di dover aspettare due mesi prima di poter rifare i bagagli e girar l'Europa cantando per lei. Di chi lascerà nuovamente casa alle spalle per viaggiare insieme ad amici e perfetti sconosciuti. Sarà bellissimo.

Campagna abbonamenti

A poche ore dal successo con il Qarabag la società ha comunicato di aver riaperto le vendite per le restanti nove partite casalinghe di Serie A. A partire dalle 10 di oggi infatti sarà possibile sottoscrivere abbonamenti e voucher elettronici validi dalla sfida del prossimo 6 gennaio contro l'Atalanta. Nel frattempo proseguono le vendite relative alle prossime sfide di campionato e Coppa Italia. Per la sfida del Bentegodi rimangono ancora a disposizione diverse centinaia di tagliandi, al netto di una capienza dell'anello superiore della curva Sud veronese che si aggira sulle 2.500 unità. L'euforia post-Qarabag potrebbe rimpolpare ulteriormente le fila dei romanisti già certi di passare una domenica tra autostrade, cori e bandiere con la speranza di tornare a casa con i tre punti nelle tasche. Per quanto riguarda invece le sfide casalinghe di campionato con Sassuolo (30 dicembre) e Atalanta, a partire dalle 10 odierne sarà possibile acquistare i biglietti, con i possessori di un tagliando della sfida contro la formazione emiliana che avranno diritto alla conferma del posto per la gara di Coppa Italia col Torino del prossimo 20 dicembre (17.30) al prezzo speciale 1€. Per quest'ultima è iniziata infine nella giornata odierna la vendita libera.