Mentalità e lavoro. Da qui non si scappa. Che si parli di campionato italiano oppure di Champions League, che l'avversario di turno si chiami Crotone o Chelsea, la Roma parte da questi due fattori. Ieri e l'altro ieri sembrava che Fazio e Di Francesco stessero parlando tra di loro. Invece il difensore era stato in diretta su Facebook con i tifosi, il mister in conferenza stampa. Eppure, i concetti espressi rimandavano alla mentalità e al lavoro. Fatto e da fare. Come quello sull'attacco. Proprio alla partita d'andata di Champions League giocata a Londra risale l'ultima partita in cui la Roma ha fatto più di un gol, tre per l'esattezza. Ma non bastarono a portare a casa i tre punti. Come avvenuto invece nelle tre partite successive, quando ancora tre gol, questa volta distribuiti in altrettanti incontri, hanno fruttato nove punti. Misteri e bellezze del calcio.

In quest'ultima categoria possiamo inserire tranquillamente anche la Roma di Champions League. Non che sia migliore di quella del campionato, ma alzi la mano chi a settembre avrebbe scommesso un euro su un girone d'andata da imbattuti (si tratta di una priva volta per la Roma), al secondo posto e con tre punti di vantaggio sull'Atletico Madrid di Simeone. Questa è, invece, la realtà e la Roma deve fare di tutto per continuare a viverla il più a lungo possibile.

Stasera con una vittoria si potrebbe andare in testa al girone. E guardare i mostri sacri dall'alto. Inutile dire che non sarà una passeggiata e che per uscire imbattuta la Roma dovrà ripetere la partita di Londra. Prima della quale il Chelsea aveva battuto gli esordienti del Qarabağ per 6-0 alla prima giornata e l'Atletico Madrid per 2-1 alla seconda, grazie al gol di Michy Batshuayi nell'ultimo minuto direcupero. L'attaccante belga di origine congolese, tra l'altro, ha segnato otto gol nelle ultime dieci gare tra il Chelsea e la nazionale. A fianco a lui agirà molto probabilmente il connazionale Hazard, che vanta il record in questa tornata di Champions League del maggior numero di occasioni da gol create. Occhi aperti dunque, anche perché la vittoria contro l'Atletico è stata la quarta per il Chelsea nelle ultime nove trasferte europee. C'è un dato statistico che accomuna la squadra di Conte a quella di Di Francesco. Seppur con numeri diversi, entrambe hanno una tradizione favorevole nella fase a gironi: il Chelsea ha raggiunto la fase finale 13 volte in 14 partecipazioni, mentre la Roma (e qui sono consentiti tutti gli scongiuri) nelle ultime sei edizioni, è approdata agli ottavi ben cinque volte.

Prima di quest'anno Roma e Chelsea si erano affrontati una sola volta nella fase a gironi della Champions League, nell'edizione del 2008-09. In entrambi i casi ebbe la meglio la squadra che giocava in casa. All'1-0 di Londra, la Roma di Spalletti rispose con un 3-1 firmato da Panucci e due volte da Vucinic. Curioso che in entrambe le partite, a bucare la porta della Roma fu l'allora capitano dei Blues John Terry, ora all'Aston Villa. Nel match di andata, per la prima volta una squadra di Antonio Conte ha subito tre gol in Champions League. Il Chelsea non vince contro squadre italiane in Champions League da 5 partite: un pareggio, 4 sconfittee almeno 2 gol subiti in ogni occasione. La Roma ha raccolto solo 3 vittorie nei 17 precedenti di Champions League contro le squadre inglesi. L'ultima volta all'Olimpico è stata contro Manchester City. Era il 10 dicembre 2014 e lo 0-2 venne firmato da Nasri e Zabaleta. Quello che però ci ricordiamo di quella partita è che dei Citizens faceva parte Edin Dzeko. Dopo aver realizzato sette gol nelle prime sei partite di Serie A di questa stagione, il bosniaco è adesso a digiuno di gol da quattro partite di campionato consecutive. Un evento per uno come lui che, però, segna da due partite consecutive in Champions. Se stasera riuscisse a bucare Courtois eguaglierebbe la stagione 2009/10, quando con la maglia del Wolsfburg esultò per tre match consecutivi. E allora, forza Roma e daje Dzeko, perché All you need is… gol.