Un mesetto fa a Trigoria erano pronti per allestire la squadra B, da iscrivere in serie C: alcuni giocatori di rientro da prestito - Sadiq il nome più importante - e alcuni fuoriusciti dalla Primavera erano stati bloccati per farne parte. Ma c'erano molte incognite: la Federcalcio ha varato la norma, valida già dal 2018-19, solamente l'11 maggio, specificando che le squadre B sarebbero state iscritte per completare l'organico della serie C, una ogni tre squadre mancanti (gli altri due posti se li sarebbero divisi le retrocesse, e le migliori di serie D). I posti per almeno un paio di seconde squadre erano praticamente certi - ogni anno saltano quantomeno una mezza dozzina di squadra tra B e Lega Pro - ma non c'erano i criteri per formare la classifica, usciti solamente il 30 maggio: per il 40% contano i convocati nelle nazionali giovanili, per il 30% il piazzamento nella serie A 2017-18, per il 30% gli spettatori tra il 2012 e il 2017. Criteri che secondo i maligni erano cuciti addosso a Juventus e Milan, ma la Roma - come l'Inter - non era certo messa male. Criteri incerti, tempi stretti, costi elevati - per iscriversi c'è una tassa a fondo perduto di 1,2 milioni di euro, più tutti i costi dei contratti, e qualche acquisto, necessario per poter competere - e pure la violenta opposizione della serie B, che aveva minacciato (senza poi attuarlo) il blocco dei playoff per la promozione.

Lo slittamento

E così, un mese fa, i grandi club si sono consultati, decidendo di far slittare la riforma di un anno: la Federcalcio l'ha varata, ma i club interessati non si sarebbero iscritti, almeno per il 2018. L'Inter, per creare plusvalenze, stava cedendo i suoi giovani migliori - oltre a Zaniolo i vari Odgaard, Valietti, Radu, Carraro, e Bettella - la Roma non apprezzava l'incertezza sulle modalità e i tempi stretti, Napoli e Lazio non avevano ragazzi da valorizzare, visto il pochissimo che hanno tirato fuori dal vivaio negli ultimi anni, l'Atalanta è sempre riuscita a far passare i suoi Primavera in serire A senza bisogno della seconda squadra. Per cui il progetto, di portata storica, sembrava rinviato di un anno, col rischio che qualcuno dei tanti oppositori potesse affondarlo. Ma la Juve ha continuato a lavorare sottotraccia, per dare un senso ai milioni di euro che ha investito negli ultimi anni nel settore giovanile, peraltro senza riuscire (a parte Kean, che prima o poi potrebbe tornare alla base) a mandare qualcuno in prima squadra.

Milioni sulla Primavera

Lo scorso anno, per allestire una Primavera competitiva, a Torino hanno speso 5 milioni di euro: fiore all'occhiello della campagna acquisti, il centrocampista Leandro Fernandes del Psv, uno che si è fatto tutte le nazionali giovanili olandesi, insieme al coetaneo Justin Kluivert, con cui condivide anche l'agente, Mino Raiola. Ma hanno richiesto investimenti non da poco anche i vari Olivieri - protagonista al Tre Fontane, quando la Juve ha eliminato la Roma Primavera - Del Sole, Kameraj, Di Pardo, Delli Carri, e, negli anni scorsi, Macek, Kastanos, Tamba M'Pinda, Branescu e Beltrame. Difficile inserirli in prima squadra tra Cristiano Ronaldo, Dybala e Pjanic, così a Torino hanno deciso di andare avanti con la seconda squadra. Hanno trovato un tecnicoi - Mauro Zironelli, ex centrocampista di Chievo e Venezia, che nell'ultimo biennio con il Mestre aveva ottenuto la promozione dalla D, e i playoff in C, e che questo mese ha allenato per qualche giorno il Bari, fino alla mancata iscrizione in B - e da ieri ha cominciato un raduno misterioso, senza nessuna comunicazione ufficiale, almeno fino all'ufficializzazione del ranking. A quel punto prenderanno anche quel paio di fuoriquota necessari per salvarsi (la promozione in B è consentita dal regolamento, ma sembra un obiettivo troppo ambizioso, almeno per la prima stagione): si parla di Maniero e Schiavone, ex giovanili bianconere, a spasso dopo i fallimenti di Bari e Cesena. E si parla anche di Marco Simone sulla panchina del Milan, l'altro club che dovrebbe partire: già due posti sono sicuri, potrebbe essercene un terzo, il Torino ci pensa. La Roma, per ora, resta dell'idea di aspettare il 2019. Da Sadiq a Ciavattini, da Romagnoli a Spinozzi, molti ragazzi che potevano essere coinvolti sono già stati piazzati.