Manca solo l'ultimo sì, quello più importante, quello del presidente del Milan Yonghong Lì. Poi, Rocco Commisso sarà il 27esimo presidente della storia del Milan. Un sì che potrebbe arrivare a breve, in quanto la trattativa ha subìto un'improvvisa accelerata. Il perché è presto detto: il manager italo-americano vuole chiudere prima che il club passi nelle mani del fondo americano Elliott, che avrebbe individuato in Stephan Ross, patron dei Miami Dolphins e tycoon nel campo del real estate il sostituto della proprietà cinese. Tra il fondo e il miliardario americano sarebbe già stato trovato un accordo di massima. Per questo ieri Commisso ha spinto sull'acceleratore e, appena avuto conferma che vi erano i margini per chiudere la trattativa, ha dato mandato ai suoi uomini più fidati di andare a dama. Al momento, lo scenario più probabile è che il miliardario rilevi l'85% della società, lasciando a Li Yonghong il 15% del Milan. Commisso segue l'evolversi della trattativa dal suo ufficio di New York; nel momento della definizione dell'affare si sposterebbe presso gli uffici di Goldman Sachs a Wall Street per iniziare le pratiche di cessione, a partire dal bonifico da 32 milioni di euro nei confronti del fondo Elliott. Si tratta della quota che il fondo ha anticipato a Lì per l'aumento del capitale della scorsa settimana. Come noto, se il presidente del Milan non riuscisse a trovare i soldi da restituire entro il 9 luglio, il fondo americano subentrerebbe alla guida del club. A meno che, come tutto lascia sembrare, Commisso porti a termine il suo piano.

La sentenza e l'ultimatum

Il nuovo presidente inizierà il suo lavoro in condizioni non ottimali. Oggi, infatti, dovrebbe essere il giorno per la sentenza dell'Uefa sul mancato rispetto del fair play finanziario. Per il club si preannuncia una pesante mazzata: i rossoneri rischiano l'esclusione dalle coppe per due anni e una multa di circa 30 milioni.  Una situazione che faciliterebbe un repulisti che il nuovo proprietario vorrebbe operare, con la sostituzione dei vertici della dirigenza e anche dell'allenatore. Ma, al momento, siamo a livello di indiscrezioni giornalistiche. Quello che è certo è che Forbes ha valutato il Milan 520 milioni di euro, il 24% in meno di un anno fa. Un aspetto non da poco conto, che ha frenato finora la conclusione delle trattative. il Milan è stato valutato per una cifra di certo non irrisoria: quasi 670 milioni solo di equity. La famiglia Ricketts, proprietari della squadra di baseball dei Chicago Cubs e venuti allo scoperto venerdì scorso con un comunicato ufficiale, hanno rilanciato tenendo per buona la valutazione di Forbes: 531 per tutto il club. Commisso, invece, valuta il club tra i 500 e 600 milioni e si farebbe carico del debito di Rossoneri Sport (per 180 milioni), lasciando a Lì una quota di minoranza. C'è un dato da tenere conto: l'italo-calabrese non vorrebbe perdere tempo e partecipare ad aste. Per questo avrebbe dato un ultimatum alla dirigenza rossonera. O si chiude entro 48 ore oppure salta tutto.

Nuovo Milan

Nella giornata di ieri, poi, sono circolate indiscrezioni (non confermate) su un ruolo nell'operazione di manager, noti per l'attività nei diritti tv, come Riccardo Silva e Marco Bogarelli. Il primo ha smentito su Twitter: «Sono amico di Rocco ma non sto lavorando con lui sul Milan, di questo non ne so nulla. Le nostre squadre Miami FC e NY Cosmos giocano nello stesso campionato e siamo alleati nella riforma del sistema calcistico americano: con lui lavoro solo su questo». Commisso si avvicinò alla vicenda del Milan giusto un anno fa, poco dopo l'acquisizione dei Cosmos. Sal Galatiolo, uno dei maggiori 50 influencer dell'industria sportiva americana, gli propose di interessarsi al Milan. La storia prese un'altra piega. Oggi i tempi sembrano maturi.