Lo scorso anno il Napoli ha utilizzato in campionato 26 giocatori, la Roma 22. Dopo sette giornate di campionato - sei giocate per i giallorossi, visto il rinvio con la Sampdoria - i due tecnici hanno utilizzato lo stesso numero di elementi, 21: segno che il mercato ha colmato il gap tra le due formazioni. Segno che se lo scorso anno si diceva che la Roma era migliore del Napoli nell'undici titolare, ma gli azzurri avevano qualcosa in più a livello di rosa, ora non è più così: se qualche mese fa Sarri teneva in panchina uno tra Mertens e Insigne, adesso è Di Francesco che può permettersi di lasciar fuori uno come Strootman (!) perché Lorenzo Pellegrini è un rinforzo di quelli che cambiano i rapporti di forza. Manca ancora una controprova che la Roma sia più forte del Napoli, e quella potrà arrivare tra 10 giorni, con lo scontro diretto, o meglio ancora a fine anno, dopo il ritorno al San Paolo e tutto il resto, ma che i giallorossi abbiano operato più e meglio di quella azzurra in fase di rafforzamento è facilmente dimostrabile, analizzando rose e minuti giocati.

Dieci a due

In estate il Napoli ha rifinito, la Roma ha rinforzato: due acquisti contro dieci. Una differenza sostanziale, con tutto che nel computo dei giallorossi ci sono anche due giocatori tornati per fine prestito e non ancora utilizzati, il brasiliano Castan, al posto di Vermaelen come quarto centrale, e il portiere Skorupski. Che peraltro, dopo l'ottimo biennio a Empoli, era finito nel mirino proprio del Napoli, che sul portiere avrebbe dovuto investire, e invece non lo ha fatto, confermando Reina, che ha 35 anni, il contratto in scadenza a giugno - voleva il rinnovo, non lo ha avuto, in estate si è rischiato a lungo il divorzio - e due vice come Rafael e Sepe, che hanno giocato 90' in due, negli ultimi due campionati, e troppa ruggine addosso per poter ambire all'eredità dello spagnolo. Il Napoli non ha ceduto titolari - al contrario della Roma, che ha mandato al Liverpool Salah e Rudiger al Chelsea - ma neppure quelli che sono arrivati lo sono: i due acquisti sono il ventenne franco-algerino Adams Ounas, arrivato dal Bordeaux, e Mario Rui, dalla Roma.

Il caso Mario Rui

Tre presenze in due, nessuna da titolare: Ounas ha giocato 24' alla quarta giornata, il 6-0 col Benevento, 12' domenica col Cagliari. Gara in cui ha finalmente debuttato il portoghese, 6' a risultato più che acquisito. Ha giocato poco o nulla lo scorso anno in giallorosso l'ex terzino di Gubbio, Spezia ed Empoli, 5 presenze, solamente tre dall'inizio, e un erroraccio, sul 2-2 di Lazovic in Roma-Genoa, che per poco non mandava in Champions League il Napoli, se Perotti non avesse segnato al 90' dell'ultima partita il suo unico gol su azione. La sua stagione era iniziata nel modo peggiore, scontro con Seck in precampionato e rottura del crociato, ma nelle prime 13 partite in cui è stato a disposizione (prima convocazione il 4 dicembre con la Lazio) ha raccolto 2' in campo e 12 panchine. La Roma ha speso 3 milioni per il prestito e 6 per il riscatto, ne incasserà altrettanti dal club azzurro: temeva una minusvalenza dopo infortunio e sottoutilizzo, il Napoli lo ha valutato la stessa cifra. Sarri, che lo ha avuto a Empoli, lo voleva a tutti i costi, qualche tifoso temeva che il tecnico potesse tiragli fuori chissà cosa, non la Roma che si è fregata le mani: 7 presenze su 7 per Ghoulam, 624'su 630' totali, il Napoli ha speso 10 milioni per la riserva di un intoccabile. Con quei soldi la Roma ha preso un nazionale italiano come Lorenzo Pellegrini (che non andava venduto a 1,2 milioni al Sassuolo, ma questa è un altra storia, soprattutto un altro direttore sportivo).

Tre infortunati

Dieci milioni è costato anche Ounas, che piaceva anche a Monchi, cifra poi rientrata con il passaggio al Cagliari di Pavoletti, che però ne era costato 18. Il contratto di cessione ai sardi ne prevede altri due di bonus, ma la minusvalenza resta enorme: sei mesi con sole 6 presenze, 4 dalla panchina e nessuna intera hanno abbattuto il suo valore. E per Maksimovic stesso discorso: una trattativa infinita e un'operazione da 25 milioni per un giocatore che, sommando lo scorso campionato e le prime di questo non è arrivato a 10 presenze. A Tonelli è andata ancora peggio: nello stesso periodo tre sole partite, nonostante i due gol segnati. L'unica critica che viene rivolta a un maestro di schemi e organizzazione calcistica come Sarri, del resto, è la scarsa rotazione dei titolari. Di Francesco ha ben altro approccio: hanno utilizzato lo stesso numero di giocatori, ma solo perché Karsdorp, Emerson Palmieri e Luca Pellegrini sono fermi per infortunio.