Una vita. Quella che è passata da quel maledetto giorno. E quella che è ripresa a scorrere normalmente dopo l'infinito calvario. Quando stasera Florenzi rimetterà piede sul prato del Mapei, difficilmente potrà fare a meno di pensare a quei terribili momenti del 26 ottobre 2016. Sono trascorsi ben 571 giorni da allora. Un crociato saltato e due interventi chirurgici dopo, il jolly di Vitinia tornerà sul luogo del misfatto. A calvario ormai concluso da tempo e a carriera pienamente rimessa in moto, con tanto di convocazione appena ricevuta per la nuova Nazionale di Mancini. La fascia destra questa sera sarà ancora sua, complice la prolungata assenza di Bruno Peres che in questo finale di stagione ha sottratto un'alternanza ormai acquisita fra italiano e brasiliano. Anche per concedere a Florenzi, di fatto titolare del ruolo, modi e tempi per rifiatare e ricaricare le batterie.

Qualche volta nelle ultime gare il laterale cresciuto nel vivaio giallorosso ha mostrato fisiologici cali di forma. La stagione è stata intensa e ricca di impegni che hanno consumato energie mentali e fisiche. Manca un ultimo impegno, per consolidare quel terzo posto conquistato da settimane e mai più mollato. Prima in coabitazione, poi, finalmente, scrollati da fastidiose compagnie. La Roma proverà a mettere il punto sul podio proprio in quello stadio così significativo per diversi componenti della rosa. Dall'allenatore al grande ex Lorenzo Pellegrini (l'altro, Defrel, non è stato convocato), a Perotti che sul campo del Sassuolo ha esordito in giallorosso. Per finire con Florenzi, che dovrà esorcizzare uno dei momenti più tristi della sua vita calcistica. Possibile che lo faccia anche tramite una staffetta con Karsdorp, passato attraverso un infortunio simile e finalmente rientrato fra i convocati. Segni del destino.