Nel dibattito quasi machista su chi ha il gruppo più lungo tra le prime cinque squadre del campionato italiano le teorie sono tante, ma poi come sempre, quando si restringe il campo e si cerca conforto nell'obiettività dei dati, quelle meno aderenti alla realtà sono spazzate via e si può ragionare sulle certezze. Studiando i minutaggi sui dati forniti da Opta relativi a tutte le competizioni in cui hanno giocato quest'anno Juventus, Napoli, Roma, Lazio e Inter (in rigoroso ordine di classifica al momento) viene fuori infatti che in assoluto la Lazio è la squadra che ha maggiormente provato i suoi giocatori (i primi 11 elementi della rosa più utilizzati hanno totalizzato 38296 minuti), davanti al Napoli (38044), alla Roma (35969), alla Juventus (34076 dopo la finale di Coppa Italia di ieri sera) mentre la più fresca delle prime cinque è sicuramente l'Inter che ha totalizzato, nei suoi 11 calciatori più chiamati in campo, un totale di 30003 minuti. Il dato trova conferma anche nel numero di giocatori che hanno giocato almeno 3000 minuti nelle varie competizioni: Lazio e Napoli hanno 9 giocatori oltre questo traguardo, la Roma e la Juventus 7, l'Inter appena 3. È quindi indubbiamente vero che a fronte di una rosa ampia (sono 23 i giocatori utilizzati nelle varie competizioni, Allegri ne ha utilizzati 24, comprendendo nel conteggio però anche Caligara che è sceso in campo per soli 3 minuti), Sarri ha utilizzato spesso gli stessi giocatori e questo è stato forse il principale limite del Napoli e per molti è anche il principale limite dell'allenatore.

La rosa più ricca

Se si prende in considerazione invece il dato dei giocatori che hanno disputato almeno 2000 minuti la risposta è ovviamente meno indicativa per lo stress ma più significativa a far capire chi ha potuto schierare tanti giocatori della rosa: 14 della Juventus, 12 per Roma, Lazio e Napoli, 10 per l'Inter. Se, insomma, riteniamo che 2000 minuti (l'equivalente di 22 partite giocate) sia una soglia minima di utilizzo per un giocatore ritenuto dal suo allenatore adeguato agli obiettivi da raggiungere, ci facciamo un'idea del fatto che la rosa a disposizione di Allegri sia di maggior qualità e quella di Spalletti meno ricca. In assoluto, invece, se allarghiamo il discorso al numero totale dei giocatori utilizzati (togliendo magari dal conto quelli che sono scesi in campo per meno di due partite e quindi per meno di 180 minuti) viene fuori però che anche Di Francesco ha avuto pesanti limitazioni di scelta perché sono appena 20, esattamente come quelli di Spalletti, i giocatori su cui ha potuto contare. 22 sono stati i giocatori utilizzati da Sarri usando questo parametro, 23 da Allegri e addirittura 24 da Inzaghi.

La forma di Roma e Juve

Ma cerchiamo di capire con quali energie Roma e Juventus si presenteranno alla sfida di domenica sera all'Olimpico. Va tenuto nel giusto conto l'impegno supplementare sopportato dalla Juventus per la finale di Coppa Italia col Milan. Così i giocatori utilizzati da Allegri ieri sera hanno aggiunto minuti pesanti (a questo punto della stagione) con cui fare i conti. E prendendo in considerazione una formazione che ha buone probabilità di scendere in campo contro la Roma (abbiamo scelto per questa simulazione Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Benatia, Alex Sandro, Pjanic, Khedira, Matuidi, Dybala, Higuain e Douglas Costa) il totale che ne esce lievita a 31999 minuti giocati, cifra assai vicina a quella totalizzata dai giocatori della Roma che ipotizziamo possano scendere in campo (Alisson, Peres, Manolas, Fazio, Kolarov, Pellegrini, De Rossi, Nainggolan, Ünder, Dzeko, El Shaarawy) nelle 49 partite disputate sin qui: 32725.

Kolarov-Stakanov

Ma vediamo nel dettaglio quali sono state le scelte di Di Francesco. Un solo giocatore ha disputato tutte le sfide di campionato e Champions League, saltando solo l'appuntamento di Coppa Italia con il Torino: si tratta ovviamente del portiere Alisson, presente dunque in 48 sfide per un totale di 4320 minuti. Di più, in stagione, ha giocato solo il portiere della Lazio, Strakosha, in campo per 51 partite e 4620 minuti. Dietro il brasiliano, Di Francesco ha fatto fare gli straordinari a Kolarov, presente per 45 partite su 49, ma con una manciata di minuti giocati in più di Dzeko che ha timbrato il cartellino in 47 partite: 3961 finora i minuti del terzino, 3931 per l'attaccante. Sarà un caso che non hanno mai avuto un infortunio proprio i giocatori più esperti della rosa giallorossa, con il curriculum internazionale più lungo e peraltro non tra i più giovani della rosa? Magari no. Va anche aggiunto che un solo giocatore di movimento tra tutti i giocatori delle prime cinque squadre italiane quest'anno ha giocato più di Kolarov: l'attaccante del Napoli Callejon, in campo per 4005 minuti. Tornando ai romanisti, fuori dal podio arrivano Fazio (43 presenze, 3662 minuti), poi Nainggolan (41, 3511), Manolas (39, 3165) e Strootman (42, 3075).

Le poche alternative

I margini di miglioramento della rosa stanno soprattutto nelle alternative che sono mancate, parte per gli infortuni (Karsdorp il caso più evidente, in campo per 82 minuti appena: ma tornerà convocabile per la trasferta a Sassuolo dell'ultima giornata), parte per alcune poco fortunate scelte di mercato. Il riferimento va a Moreno, in campo per 317 minuti e poi ceduto a gennaio, ma anche a Jonathan Silva, arrivato nel mercato di riparazione con l'idea di dover far tirare il fiato a Kolarov e in realtà utilizzato col contagocce: per lui appena 2 presenze, a Ferrara e Cagliari, per un totale di 110 minuti. La top undici delle presenze romaniste vede la squadra schierata con il 433 con Alisson in porta, Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov in difesa, Nainggolan, De Rossi e Strootman in mezzo al campo, El Shaarawy, Dzeko e Perotti in attacco. Pellegrini è stato il "rincalzo" più utilizzato, con 35 presenze fino a oggi e 1966 minuti giocati. Gerson ha invece un curioso primato: ha un numero piuttosto consistente di presenze, 30, ma relativamente basso di minuti giocati, 1176. Media 39,2 minuti a partita. Il più basso della rosa.