Nel presentare le partite che attendevano la Roma in campionato, ma anche in Champions, abbiamo spesso utilizzato l'aggettivo "difficile". Un po' perché lo era davvero, un po' per invitare i calciatori a non sottovalutare l'impegno, un po' – anche – per scaramanzia. Questa volta no. Questa volta non è possibile non pensarlo e, di conseguenza, scriverlo. Oggi la Roma alle ore 18 affronta la partita più difficile del campionato. Senza se e senza ma. Un match che vale per due, dove la squadra dovrà essere capace di giocare su più tavoli. Su quello del campionato e, inevitabilmente, su quello della Champions League. Perché, se da una parte i giallorossi sono impegnati a difendere il terzo posto dagli attacchi di Lazio e Inter, è altrettanto vero che mancano solo quattro giorni alla partita con il Liverpool, quando la squadra di Di Francesco tenterà una nuova impresa dopo quella riuscita contro il Barcellona.

Non solo difficile; la partita contro il Chievo sarà anche anomala. Perché è inevitabile che non sarà una partita come le altre. Sulle spalle e sulla testa della Roma e dei suoi tifosi c'è anche il peso di quanto successo a Liverpool, con un uomo che da cinque giorni lotta disperatamente per non morire. L'Olimpico non potrà fare finta di niente e l'atmosfera che si respirerà non sarà quella dei giorni di festa. E nemmeno di chi aspetta la partita seguente, sognando l'impresa. «Ora conta solo Sean», ha detto nei giorni scorsi la società. E così sarà. In un clima del genere è difficile anche per i calciatori riuscire a tenere alta la concentrazione e focalizzare l'attenzione e le energie sull'impegno agonistico. «Trattare ogni partita allo stesso modo», ha tuonato ieri Di Francesco, rimarcando come il problema di Liverpool sia stato proprio questo. Perché quando l'allenatore dice «l'avessimo fatto a Liverpool» (riferendosi a trattare le partite allo stesso modo), rivela che la Roma è crollata con la testa in Inghilterra, facendosi intimorire dal clima dell'Anfield. Tutte allo stesso modo significa che oggi il Chievo avrà la maglia blaugrana del Barcellona, o quella azzurra della trasferta di Napoli, o Blue del Chelsea. Non mollate è stato l'urlo di molti dopo Liverpool, ma l'esortazione vale anche per il campionato, dove la Roma è chiamata a spingere sempre, senza alternative. Come chiede James Pallotta, il cui arrivo nella Capitale è previsto per oggi alle 13. Il presidente giallorosso assisterà alla partita di campionato di oggi e a quella di Champions contro il Liverpool.

È favorevole la tradizione con il Chievo, contro il quale la Roma ha vinto tutte le ultime quattro gare casalinghe di Serie A, subendo una sola rete nel parziale e segnando esattamente tre gol nelle ultime tre. La partita con i veneti riporta alla memoria la partita d'andata, quando la squadra di Di Francesco non riuscì a superare il portiere Sorrentino che, contro i giallorossi, fece la partita della vita. Sembra strano ma la squadra di Maran, dopo l'andata contro la Roma, ha conquistato soltanto 10 punti in 18 giornate di campionato, almeno cinque meno di qualsiasi altra squadra in Serie A. Sarà ancora turn over, con due calciatori che dopo Liverpool riconquisteranno una maglia da titolare: si tratta di Stephan El Shaarawy e Lorenzo Pellegrini. L'esterno d'attacco, che ha fatto il suo esordio in Serie A contro il Chievo nel dicembre 2008, ha segnato tre gol nelle ultime tre presenze in campionato contro i veneti, incluso uno nell'ultima sfida giocata all'Olimpico. Pellegrini ha segnato  12 gol totali in Serie A: è l'unico giocatore nato dopo il primo gennaio 1996 ad aver raggiunto tale quota nel campionato italiano. Al di là dei numeri, che hanno sempre un valore importante (il Chievo non batte la Roma da maggio 2013 in campionato), la partita di oggi dirà molto su presente e futuro. Il resto è testa, muscoli e voglia di vincere.