Verranno a chiederti del nostro amore. Prendiamo in prestito il verso da un grandissimo, che tifava proprio per il Genoa ma ci avrebbe compreso, attento com'era a chi soffriva. Noi soffriamo. Tanto. A volte oltre il lecito. Ma dopo l'overdose di gioie della scorsa settimana, ci va bene perfino qualche paturnia. A patto però che sia accompagnata dai tre punti. Poi se almeno in vantaggio di due gol per una volta si riuscisse a evitarla, nessuno si offenderebbe. Garantito.

6,5 CENGIZ ÜNDER - Il migliore
Il Gran Turco è maturo. Non solo e non tanto per il gol, che comunque sblocca una gara che rischiava di presentarsi molto complessa (e in parte lo è stata, ma contrariamente alle previsioni nel finale). Ma ogni volta che gioca, Cengiz è accompagnato da una lucida follia. Sarà la lingua che ancora mastica poco, come ha rivelato il tecnico alla vigilia. O forse sarà quel talento che lo porta, da mancino purissimo, a crossare con il destro esattamente come con il piede preferito. O ancora quell'intesa con Dzeko che fra tutte quelle del reparto offensivo sembra la più collaudata. Come se "il gigante e il bambino" giocassero insieme da sempre. Ma più probabilmente, sono le sue accelerazioni improvvise a renderlo il vero favorito alla titolarità al fianco del bosniaco. Con lui è ancora e sempre "over"

6 ALISSON Dopo aver preso un tiro nello specchio nelle ultime due partite si era abituato bene. Proprio nella gara che non ti aspetti, a volte a "tradirti" sono i compagni. E alla fine spreca più energie con la voce che con le mani. Al netto di qualche uscita decisiva. Ansioso.

6 FLORENZI Dopo un quarto d'ora Di Fra lo richiama: sulla catena di destra c'è Ünder, sarebbe il caso di servirlo più velocemente. Ale da buon soldato esegue. Ma è sul finale che esce dai binari. Prima spreca un regalo di Dzeko, poi non glielo rende e fallisce un altro gol, estendendo le tribolazioni.

6,5 FAZIO A quattro o a tre (negli ultimi 20 minuti) è sempre il più lucido. In anticipo, con i piedi, con la testa. Comandante completo.

6 JESUS Questa volta niente miracoli. Ma dopo aver annullato Messi, ci può stare di tornare sulla terra per un po'. Non per redimere e tantomeno per commettere ingenuità. Tutto sommato pulito.

6,5 KOLAROV All'uomo che non deve chiedere mai basta uno sguardo per mandare in porta Cengiz. Oltre naturalmente a un sinistro vellutato, che anche da corner consegna a Zukanovic l'onore del primo gol romanista con un anno e un pezzetto di ritardo. Sette assist vincenti finora. Come dire: Golarov.

5 GERSON Comincia con un piglio ben diverso da quello indisponente di Bologna. Ma poi lascia la gamba morbida e rischia di riaprire una sfida già chiusa, mandando in porta Lapadula. Sarà un caso, ma dieci minuti dopo arriva il cambio. Svagato.

6 GONALONS La regia del francese è lucida e ordinata. Ma ha ragione il tecnico: sostenendolo, gioca bene. Anche senza andare al Maxime. Risorsa preziosa. Bentornato.

6,5 PELLEGRINI Con Nainggolan a riposo, è lui il delegato a spingere a mille: un tempo a tutta forza. Poi il fisiologico calo. Ma appena troverà la giusta dose di energia nell'arco dei novanta minuti, diventerà un giocatore da superlativi. Il cammino è quello.

6,5 DZEKO La testa del leader su un fisico da corazziere con piedi da fuoriclasse. Tanto basta per mandare a ripetizione i compagni in porta. E quando non ricambiano, mandarli in un posto che «sapessi quanta gente che ce va». A tempo scaduto ci può stare.

6 EL SHAARAWY Contro la sua ex squadra ha trovato spesso stimoli giusti per fare male. Ma per una sera la mira lo tradisce. D'altra parte potrebbe essere ancora settato sul più grande recupero difensivo da quando l'uomo inventò il pallone, di soli tre giorni prima. Nel caso, ampiamente giustificato.

5,5 MANOLAS L'eroe di Champions rischia di farla grossa e imitare l'uomo cui ha appena dato il cambio, a venti minuti dal termine. Fortunatamente senza danni.

5,5 SCHICK Molle, troppo. E poco reattivo sull'ennesima magia di Dzeko in pieno recupero. Poco, troppo poco, soprattutto per chi ancora deve sbloccarsi.

s.v. STROOTMAN Otto minuti in campo. Il tempo di ringhiare.