Va bene il Liverpool. Va bene la Champions. Va bene la semifinale. Va bene il sold out. Va bene tutto quello che vi pare, ma sarà il caso che la Roma si metta bene in testa che Champions, semifinale, sold out, Liverpool, Barcellona, Chelsea, passano, tutte, nessuna esclusa, per il campionato. La sofferenza di ieri sera, peraltro in una partita che dopo l'autogol dell'ex Zukanovic sembrava morta e sepolta, cara Roma nostra, non è che sia troppo accettabile.

Dzeko furioso

Anzi per niente. Se ne sono accorti anche i giocatori. Come Dzeko per esempio che, a fine partita, ce l'aveva contro tutti e tutto. Mai visto il bosniaco così alterato, lui che, semmai, in precedenza era stato sempre accusato di troppo buonismo. In campo se l'era presa con tutti. Prima con Florenzi che egoisticamente aveva preferito tirare piuttosto che dargli un pallone che avrebbe messo dentro a porta vuota. Poi con Schick che era stato incapace di sfruttare un'imbucata del bosniaco che lo aveva messo solo davanti alla porta.

Le parole giuste

Nervi tesi. Pure nel dopo partita. Fino alle parole di Alisson che comunque non è stato tenero nei confronti dei compagni a cui ha mandato segnali chiari. Certi errori non sono piaciuti al brasiliano. Pure lui al termine dei novanta minuti contro il Genoa, ha manifestato un certo disappunto, ma da campione con la testa sulle spalle, lo ha detto con le parole giuste, indirizzando ai compagni concetti chiari per il futuro se si vuole tornare nella prossima Champions dal campionato.

Vietato sbagliare

Poi c'è la Champions di quest'anno, ma quella è tutta un'altra storia, oltretutto piuttosto complicata: «Non esistono partite facili. Ci sta di soffrire, ma dobbiamo stare attenti a non sbagliare. Chi sbaglia meno va avanti e si piazza in uno dei primi quattro posti. Non so dire se ci siamo rilassati dopo il secondo gol. A quel punto la partita sembrava chiusa, anche se tutti noi sappiamo che non è mai così. Ma abbiamo vinto e contava questo. Il due a zero è sempre un risultato pericoloso, non ci si può mai distrarre. Devo dire, comunque, che nel complesso in difesa siamo stati bravi a farli arrivare poco dalle mie parti. Hanno segnato su un nostro errore, ma in questi casi non ci si può dimenticare anche delle qualità dell'avversario».

Errori offensivi

Non ci sono state soltanto le distrazioni difensive. Ma pure quelle offensive in cui i giallorossi almeno in tre occasioni hanno mancato il terzo gol che almeno avrebbe garantito un finale più tranquillo. Alisson ha assolto i suoi compagni, ma l'impressione è stato che lo abbia fatto solo perché alla fine i tre punti sono comunque arrivati: «Ci dicono sempre che manca la cattiveria sottoporta. Ma a volte si arriva davanti alla porta avversaria con giocatori che non sono abituati ad arrivarci. Ciò non toglie che abbiamo le qualità per chiuderle prima le partite. Credo che alcuni problemi, siano stati determinati anche dal fatto che abbiamo preso un gol come quello che abbiamo subito e quando succede le differenze si assottigliano, l'avversario cresce e ci crede. Certo è che noi dobbiamo stare attenti dal primo all'ultimo secondo di gioco. E dobbiamo chiudere le partite prima. Dzeko arrabbiato? Devo dire che non ho visto quello che è successo, forse lo era perché avevamo sbagliato troppe occasioni per realizzare la terza rete. Ci sta, come del resto io sono arrabbiato per aver subito quella rete, ognuno tira fuori la rabbia a modo suo».

Sfida Champions

Alisson la rabbia l'ha camuffata bene. Anche se ieri sera quel regalo al Genoa che ha portato alla rete di Lapadula (oh, questo si sveglia solo contro la Roma), gli ha impedito di centrare il ventesimo clean sheet stagionale, comprendendo anche i cinque ottenuti nelle partite casalinghe di Champions. Il brasiliano, comunque, è una garanzia per la corsa Champions: «Credo che il terzo e quarto posto si decideranno soltanto all'ultima partita, abbiamo vinto tutte e tre, le posizioni sono rimaste inalterate. Conterà sbagliare il meno possibile».

Il sospetto che ieri sera all'Olimpico sia sceso in campo anche il Liverpool è legittimo. Almeno a dar retta all'atteggiamento della squadra soprattutto dopo essere passata in vantaggio. Ecco, questo è un errore che sarà il caso di non ripetere nelle prossime sfide di campionato, a cominciare da quella di sabato prossimo contro la Spal: «C'è tempo per pensare al Liverpool, prima dobbiamo affrontare al massimo la sfida di campionato contro la Spal. Sappiamo che non si può più sbagliare, siamo tre squadre in lotta per due posti, noi vogliamo prendercene uno. Contro il Genoa abbiamo fatto abbastanza bene nel primo tempo. I compagni che non stanno giocando spesso, ovviamente non hanno tanta continuità. Pellegrini ha fatto una bella partita, qualche errore ci sta. A questo punto siamo tutti un po' stanchi, ma dobbiamo lottare anche contro questi aspetti». Ecco lottare, ci sembra proprio il verbo giusto.