Quei gol di Milano non li dimentichiamo. Poco meno di un anno fa Nainggolan incantava San Siro con una prestazione monstre e una strepitosa doppietta. Un tiro a giro sotto l'incrocio e una terrificante botta dalla distanza a seguito di una cavalcata di sessanta metri. Era il 26 febbraio 2017 e la forza straripante del belga lanciava la Roma spallettiana verso l'Olimpo del campionato.

Undici mesi più tardi, l'allenatore che si godeva il miglior Ninja di sempre è dall'altra parte della barricata. Sulla panchina giallorossa siede Eusebio Di Francesco, che nella scorsa settimana ha già annunciato il suo impiego contro l'Inter. Dal primo minuto. «A San Siro Radja sarà in campo dall'inizio» è stata l'anticipazione del tecnico giallorosso. L'ultima presenza di Nainggolan risale al 2017 (il 30 dicembre scorso): un'ora di altissimo livello contro il Sassuolo per lui, annegata in una prestazione di squadra che definire deficitaria è eufemistico. Un pareggio che ha finito per certificare la crisi già inaugurata dal doppio confronto con le torinesi di una settimana prima. Poi il patatrac, per il giocatore e per la squadra. Per il primo, le note vicissitudini legate a quel Capodanno auto-filmato di gran lunga sopra le righe; il confronto con la società; e la conseguente misura punitiva - disposta di concerto con l'allenatore - culminata con la sua esclusione dalla lista dei convocati per la sfida con l'Atalanta. Per il gruppo orfano di uno dei suoi giocatori più rappresentativi, l'ennesima partita deludente e una sconfitta che ha protratto i suoi strascichi anche oltre il dovuto, a causa della lunga sosta che ha separato il match con i nerazzurri bergamaschi da quello contro i milanesi.

Ma con l'Inter il belga tornerà in campo e i suoi proverbiali strappi potrebbero rappresentare il contrappeso in grado di indirizzare la sfida in direzione Roma. All'andata il confronto fu deviato da una buona dose di malasorte (tre pali colpiti dai giallorossi, uno dallo stesso Nainggolan) e da un rigore solare negato dall'arbitro Irrati e non visto nemmeno dall'addetto al Var di giornata Orsato. A San Siro sarà obbligatorio ribaltare il risultato dell'andata. Per non perdere ulteriore terreno dalle posizioni di vertice e per cominciare a rimettere in sesto il computo degli scontri diretti: nelle gare con le prime, la Roma ha vinto soltanto il derby. Le distanze si accorciano anche (soprattutto) così. Peraltro un successo a Milano permetterebbe ai giallorossi di raggiungere in classifica proprio l'Inter, in attesa del recupero con la Sampdoria che andrà finalmente in scena tre giorni dopo

Gli stessi nerazzurri rappresentano la vittima prediletta di Radja, che si accende ogni volta che li incrocia. La doppietta della scorsa stagione costituisce solo l'apogeo di una storia impreziosita da gol (ben 5, sui 33 complessivi segnati in Serie A) e assist vincenti (due, l'ultimo in occasione del gol di Dzeko all'andata). Insomma, tutto lascia presagire che quella di domenica sera possa essere la partita di Nainggolan. Il giocatore ritroverà peraltro da avversario un indubbio estimatore, quello Spalletti che prima lo ha trasformato da mediano in incursore col vizio (frequente) del gol; e che poi nella scorsa estate avrebbe fatto carte false pur di portarlo con sé all'ombra della Madonnina.

Ma Radja è rimasto nella Capitale. E qui resterà ancora, nonostante i sempre più insistenti rumors delle ultime ore che segnalano il belga come possibile partente in direzione Cina, per la precisione verso il Guangzhou Evergrande. In realtà non esiste alcuna trattativa fra la Roma e il club allenato da Fabio Cannavaro. Qualche tempo fa sono state portate all'attenzione del club giallorosso manifestazioni d'interesse per più di un calciatore (anche nei confronti di Dzeko, oltre che dello stesso Nainggolan), provenienti proprio dalla Cina. Ma alla chiacchierata informale con i mediatori che hanno sondato il terreno, non è seguita alcuna offerta concreta. Da parte della Roma, non c'è volontà di privarsi di un giocatore simile. E anche dal lontano Oriente, fino ad oggi sono mancate mosse concrete per accaparrarsi il centrocampista.

Il mercato è in continua evoluzione e tutto può accadere da qui alla fine della sessione di gennaio, ma in questo momento le possibilità che Radja si muova sono prossime allo zero. Anche perché con la "luxury tax" varata dal governo cinese, per i club le spese per i nuovi acquisti raddoppiano. Tradotto, vorrebbe dire che una trattativa sulla base di ipotetici quaranta milioni per il costo del cartellino, equivarrebbe a un esborso di ottanta. Al netto dell'ingaggio. Troppo anche per i nuovi (ma già ex) paperoni del pallone.