Un primo tempo da incubo. Un secondo iniziato con quella sveglia traditrice del gol, ma proseguito con un torpore che ha fatto ripiombare nel tormento. La Roma è apparsa spaesata, senza idee, annichilita da u n'Atalanta in dieci per più di metà partita. Certificando la crisi. La sosta sembra arrivare a puntino, a patto di ritrovare la squadra svanita nell'ultimo mese.

ALISSON 5,5

Non ha colpe evidenti sui gol incassati. Ma non si mostra mai particolarmente sicuro, anche nell'intesa coi compagni.

FLORENZI 5

Arruffone. Ci prova, soprattutto quando gli avversari si abbassano in inferiorità numerica. Ma i suoi cross sono caratterizzati dall'imprecisione, e dietro balla come tutto il resto del reparto.

MANOLAS 5

Primo tempo ai limiti del tracollo. Emblema del suo smarrimento, quella palla a metà con Alisson: vado io, vai tu, non ci va nessuno e una situazione innocua diventa un pericolo. Quando escono Ilicic e Gomez, il suo unico cliente diventa Petagna: una manna per la sua velocità. Infatti sale. Poco.

FAZIO 4

Irriconoscibile. Cornelius lo punta e lui gli concede il mancino (piede preferito), quindi il gol del vantaggio. Poi viene costantemente saltato dagli assatanati attaccanti nerazzurri. Perfino il suo punto forte - l'impostazione - lascia a desiderare (eufemismo).

KOLAROV 5

Avrebbe avuto il merito di aver procurato l'espulsione, se la Roma avesse sfruttato il vantaggio numerico. Sfiora il gol con una punizione, poi con un missile da lontano. Poco altro da segnalare.

PELLEGRINI 4

Nel centrocampo devastato da quello atalantino, la sua sola azione degna di nota è un diagonale bloccato. Al 5'.

GONALONS 4

Ancora una palla sanguinosa persa nella propria trequarti, dalla quale è scaturita la rete avversaria. Sta diventando un'abitudine. Spiacevole.

STROOTMAN 4

Lento, compassato, sembra lo sbiadito ricordo del leone che fu. Come anche dell'ottimo giocatore ammirato nella stagione post-infortunio. Aridatece il Kevin ringhiante.

EL SHAARAWY 5

Serve l'assist per il gol di Dzeko, poi è l'unico a inquadrare lo specchio della porta a 5 minuti dal termine. Ma si smarrisce nella confusione generale.

DZEKO 6

Se il migliore della squadra prende sei in pagella, vuol dire che la prestazione collettiva è stata disastrosa. Quella di Edin spicca nel dissesto generale non soltanto per il gol. Il bosniaco è l'unico che sembra dannarsi, come sempre più per la squadra che per se stesso. All'inizio fa quasi tenerezza: mentre la Roma è in balia delle scorribande bergamasche, lui resta da solo a fare a spallate contro un'intera difesa che sembra giocare sul velluto. Anche quando ha la meglio, non viene accompagnato dai compagni. Sfiora il gol a fine primo tempo aprendo il piatto destro, lo trova all'inizio del secondo chiudendo il sinistro. Questa volta l'ingresso di Schick non gli giova, ma in realtà è una squadra svogliata e involuta alle sue spalle a non agevolarlo. Il ritorno al gol è la sola bella notizia di giornata.

PEROTTI 4

Fa tutto. Male. Parte a sinistra, si sposta a destra, finisce in regia nel quarto d'ora conclusivo. Ma naufraga ovunque. Sempre un tocco in più. Mai un guizzo vincente. Nemmeno i proverbiali dribbling lo mettono in luce. Anzi, all'ennesimo non riuscito un cono d'ombra incupisce lui. E i tifosi romanisti, che intuiscono che non è serata.

SCHICK 4

Se questo è il modo per rialzarsi, proprio non ci siamo. Con tutte le attenuanti del caso per il decorso post-infortunio, il ceco appare ancora un corpo estraneo. Si potrebbe obiettare che esserlo in una squadra in crisi può anche non rappresentare un male. Ma il bene dovrebbe incarnarlo lui. Che invece mostra di essere ancora lontanissimo dal talento esposto nella gioielleria doriana durante la scorsa stagione.

UNDER 5

Ha l'ingrato compito di rappresentare ancora una volta la mossa della disperazione, a risultato ampiamente compromesso. Nel quarto d'ora conclusivo funge da quinta punta, con scarsi risultati.

PERES S.V.

Sette minuti più (scarno) recupero: un cross che per poco El Shaarawy non tramuta in oro

DI FRANCESCO 4