Stasera all'Allianz Stadium si rincontreranno, ma saranno entrambi in campo, a difendere le rispettive porte. Alisson Becker da una parte, Wojciech Szczesny dall'altra. E curiosamente, i loro ruoli si sono invertiti. Il brasiliano, che l'anno scorso era la riserva del collega, adesso è il titolare inamovibile della Roma: ha convinto tutti a suon di prestazioni e di clean sheets. Carisma, riflessi, sicurezza e parate hanno fatto cambiare idea anche ai più scettici, persino a chi sosteneva - in estate - che la squadra giallorossa avesse fatto un passo indietro. Perché nel frattempo, il polacco si era accasato alla Juve, diventando di fatto la riserva di Gigi Buffon. Curiose sliding doors le loro: oggi, complice l'assenza del numero 1 bianconero, saranno entrambi titolari.

Alisson, nel giro di poche settimane, si è letteralmente preso la porta della Roma. Ci ha messo tre partite per fugare qualsiasi dubbio sul suo effettivo valore: il 12 settembre, all'Olimpico, quando ha abbassato la saracinesca davanti ai numerosi tentativi dell'Atletico Madrid, i tifosi hanno avuto la certezza di essere - è proprio il caso di dirlo - in buone mani. Una convinzione che è cresciuta gara dopo gara, dato che il brasiliano ha messo in mostra tutte le sue doti. Tra le quali spicca la tranquillità che trasmette non solo al reparto difensivo, ma anche ai romanisti stessi, che con Szczesny hanno dovuto assistere a qualche "infortunio" evitabile. E così la squadra giallorossa, a distanza di anni, ha ritrovato un numero 1, simbolico e di fatto, dato che da anni la porta giallorossa non aveva un portiere con questa maglia.

Va detto che tra i due c'è sempre stata una sana competizione, come è giusto che sia del resto in una grande squadra. E Alisson, designato come "portiere di Coppa" da Spalletti, ha aspettato pazientemente il suo turno, lavorando duro in funzione del futuro. Con l'addio di Szczesny, ceduto dall'Arsenal alla Juve, il brasiliano dagli occhi di ghiaccio, dopo un anno in panchina, si è preso la Roma. Che è in ottime mani.