Si chiama "Athletica Vaticana" ed è una squadra già numerosa. Sono circa sessanta persone: in comune un impiego in Vaticano, la passione per la corsa ma soprattutto la convinzione che lo sport possa essere uno strumento di solidarietà e una esperienza anche spirituale. A guidare la squadra, la prima associazione sportiva della Santa Sede, è monsignor Melchor Sanchez de Toca, colletto da prete sotto la tuta sportiva. È presidente di Athletica Vaticana ma anche un runner. Ad indossare le scarpe chiodate su pista c'è anche una suora.

Oggi, con alcune competizioni già alle spalle, l'associazione sportiva è stata presentata in Vaticano dal Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, card. Gianfranco Ravasi, il presidente del Coni Giovanni Malagò, con il quale è stata chiusa un'intesa, e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli. Favorevole all'iniziativa anche il Papa: «Benedice sempre le cose positive», ha assicurato Ravasi. Le Olimpiadi? «Un sogno - ammette mons. Sanchez - ma non a breve termine. Vedremo come si svilupperanno le cose».

L'associazione è composta soprattutto cittadini e dipendenti degli uffici della Città del Vaticano: preti, guardie svizzere, suore, operatori museali, falegnami, agricoltori, vigili del fuoco. Inoltre ci sono due atleti "onorari": Buba Jallow, un 21enne del Gambia, e Amsou Cisse, un 19enne del Senegal, due richiedenti asilo ospitati nel Cara di Castelnuovo di Porto, vicino a Roma, gestito dalla cooperativa "Auxilium".