Inter, Chivu: "Gasp ha imposto la sua identità. Bastoni ed Esposito ci hanno messo la faccia
Il tecnico nerazzurro alla vigilia della sfida con la Roma: "Thuram lavora per essere decisivo. Ad Alessandro devo dare serenità e fiducia, come agli altri"
(GETTY IMAGES)
Alla vigilia della sfida di Pasqua tra Inter e Roma, Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa. Ecco le parole dell'allenatore nerazzurro.
Come arriva la squadra a questa sfida?
"Arriva dopo la sosta di due settimane, chi è rimasto qui ha avuto anche qualche giorno di riposo e chi era in nazionale ha staccato un po' dagli ultimi mesi vissuti completamente con il gruppo squadra. Purtroppo alcuni non hanno raggiunto i loro obiettivi e desideri, ma sono tornati consapevoli che ci aspetta un fine stagione molto impegnativo dove dobbiamo essere pronti e competitivi".
È preoccupato dalla condizione mentale dopo la delusione dell'Italia?
"Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano, me l'hanno fatto vedere quest'anno e nelle stagioni passate dove si sono sempre rialzati reagendo sempre, hanno imparato che facendo parte di una squadra ogni tanto si cade e non si raggiunge l'obiettivo, ma conta la reazione e il carattere e quello che mettono in mostra per i compagni e il rispetto della società che rappresentano oltre all'amore dei tifosi. Le delusioni fanno parte del gioco e bisogna accettarlo, non sono preoccupato, hanno dimostrato di essere uomini con valori e qualità fin da quando sono arrivato qui".
Cosa cambia con il rientro di Lautaro?
"I risultati fanno parte della maratona che è il campionato, per me ci sono state 18 gare con 14 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta. Certi drammi per un pareggio si fanno solo con l'Inter, fanno parte dell'andamento di un campionato e dagli avversari, sono partite normali in domeniche normali, volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato finora. Siamo primi quindi siamo stati competitivi e abbiamo mantenuto le nostre aspettative, ma ogni giocatore individualmente è importante, ognuno sa che il suo apporto è fondamentale e servono tutti a disposizione e pronti mentalmente e fisicamente per essere la loro miglior versione".
L'Inter ha vinto con la Roma all'andata: cosa è cambiato rispetto a quella partita?
"Sappiamo che la Roma è forte, ha un grande allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità e l'ha fatto abbastanza bene oltre ogni aspettativa. Si tratta di una partita importante, ne mancano 8 ma la prossima è sempre la più importante: serve convinzione e intensità, non è semplice affrontare le squadre di Gasperini. Serve la giusta ambizione per portare a casa una squadra complicata".
Serve qualcosa di diverso per migliorare l'epilogo rispetto ad altre stagioni passate?
"Ho parlato di qualità umane, certezze e valori, questo gruppo ha imparato da errori del passato. Conta cosa siamo diventati oggi, ogni volta abbiamo rialzato la testa, parlo anche di Bastoni che ho lasciato con le stampelle e tre giorni dopo era in campo. Tutti mettono la faccia e accettano le critiche anche nei momenti di difficoltà: sono consapevoli che nel mondo del calcio c'è poca riconoscenza e si cerca sempre qualcosa che non c'entra con i valori umani di questa squadra, come Bastoni. Sono convinto che si troveranno pronti per questo finale di stagione".
Come sta Bastoni emotivamente e fisicamente?
"Nel mondo del calcio conta il rispetto dei compagni, il lavoro e ciò che si è umanamente. Lui è sicuramente dispiaciuto, ma è anche contento di aver ricevuto il sostegno dei compagni in Nazionale e nel Club, perché ha messo la faccia in un momento di difficoltà per rappresentare un Paese e portare a buon fine il sogno di tutti gli italiani. Nonostante le sue condizioni fisiche ha dato disponibilità, per me da uomo di sport vale tanto: capisco queste dinamiche nel calcio e prendersi una responsabilità simile dopo dieci giorni non era facile. Conta ciò che ricevi, l'amore, la stima e l'affetto dei compagni per quello che hai dato".
Che ne pensa del clima che si sente all'esterno?
"Dovete spiegarmelo voi, io vedo sento e ascolto delle cose che non hanno a che fare con i miei valori dello sport. L'episodio post Juventus ha creato gogna mediatica che non ho più visto, ma quando si tratta dell'Inter succede con la squadra, la Società e i giocatori. Con episodi a sfavore contro l'Inter nessuno dice più nulla: noi accettiamo i pensieri esterni alla squadra, consapevoli del fatto che storicamente in Italia chi è primo è sempre il più odiato da sempre, ma questo non vuol dire che noi non cerchiamo di mantenere un livello alto, perché rappresentiamo una squadra grandiosa con tifosi meravigliosi e chi va in Nazionale cerca di regalare qualcosa di importante. La colpa non è dei giocatori dell'Inter: con l'Italia ne avevamo cinque di convocati, ma non è colpa loro. Per noi è motivo di orgoglio avere cinque giocatori nella Nazionale italiana, poi le partite si possono vincere o perdere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere sia in Nazionale sia nel Club".
Esposito si è preso la responsabilità di tirare quel rigore in Bosnia: si è stupito?
"Mi interessava e gli ho chiesto se aveva deciso lui di battere, mi ha detto sì e mi basta quello. Prendersi una responsabilità del genere conoscendo l'importanza della partita mi basta: i rigori si possono sbagliare, ma ha avuto il coraggio di mettere la faccia. è un buon segno dal punto di vista dei valori umani per noi, per il Club e anche per la Nazionale".
Le sembra normale nelle designazioni che arbitri che si sono chiamati fuori dalle partite del Napoli partecipino a quelle dell'Inter?
"Io tengo le mie energie per scegliere la miglior formazione da mettere in campo in ogni partita. Io non vi rispondo di solito perché ho tanti dubbi: non posso pensare a arbitri, VAR, AVAR e tutto il resto, non mi compete. Mi interessa solo la prestazione della squadra e il tipo di gara da affrontare, io alleno la preoccupazione mentale per mantenere i nostri principi, rimanere dominanti e dare sempre il massimo, questo è il lavoro di un allenatore. Se pensiamo ad altor vediamo i fantasmi e abbiamo paura di ciò che succede nel calcio, io sono una persona di buon senso".
Come ha trovato Thuram?
"Sono contento che abbia segnato in Nazionale, è un momento importante per la Francia, ci sono grandi aspettative per loro al Mondiale. Deschamps farà fatica a scegliere in attacco, Marcus però è una costante importante e l'ha dimostrato contro la Colombia, si può fare affidamento su di lui, è un attaccante di spessore. Noi conosciamo la sua qualità e il suo lavoro, ne è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutare la squadra ed essere decisivo sia con i gol, sia con gli assist, sia per il lavoro in campo con e senza palla. Lo vedo molto focalizzato per il lavoro che porta in campo quotidianamente per farsi trovare pronto quando la squadra ha bisogno".
Che consigli ha dato a Bastoni?
"Io devo dargli serenità e fiducia, le stesse cose per tutti gli altri, oltre a idee chiare su cosa fare in campo. Non posso controllare il suo futuro, io so che è contentissimo di stare qui e far parte di questo meraviglioso gruppo, ha sempre messo la faccia e dato il 100%, a me interessa questo. Starà a lui decidere il suo futuro, così come ognuno di noi è responsabile delle proprie decisioni, ma finché è qua sono convinto che darà più del 100% per noi. Le incertezze nel mondo del calcio sono tante, lui ha dimostrato di sapere prendere decisioni giuste. Il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità come lui".
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