Chissà che cosa voleva dire Fonseca quando subito dopo la partita di Reggio Emilia ha assunto un atteggiamento disteso e ottimista: «Possiamo ancora farcela, non era questa l'ultima chances, ci sono ancora 27 punti in palio, è stata una buona Roma, non siamo entrati bene in campo ma poi ci siamo sistemati e abbiamo creato diverse occasioni da goal, complimenti al Sassuolo, ma noi crediamo in noi stessi». La reazione del tecnico non è passata inosservata e ha scatenato i soliti leoncini da tastiera che, in attesa di occupare la bocca con il pranzo di Pasqua, si sono scatenati contro l'allenatore, a parole o con qualche post acchiappalike. Nessun beneficio del dubbio: Fonseca è bollito, l'attenzione ormai rivolta verso altri allenatori, tra chi preferisce Sarri, chi preferisce Allegri, chi vorrebbe addirittura mettere al suo posto subito De Rossi e chi nel dubbio lascia solo spazio agli insulti. Ma, realmente, qualcuno ha provato davvero a capire quale fosse lo stato d'animo dell'allenatore? A chi scrive, ad esempio, un dubbio è sorto, pur essendo tra quelli che non hanno gradito l'atteggiamento rilassato di fine partita che tanto contrastava con lo stato d'animo della maggior parte dei tifosi, consapevoli di aver perso il penultimo treno della Champions (l'ultimo passa per Danzica).

La partita di Reggio Emilia

Se infatti andiamo a guardare la partita non è stata certamente una delle peggiori della Roma di quest'anno: è vero che il Sassuolo era in una formazione molto rimaneggiata, ma è tutto da dimostrare che realmente tra Maxime Lopez, Objang e Locatelli oppure tra Traoré, Raspadori e Caputo ci sia la stessa differenza che corre tra Mkhitaryan e Perez, tra Diawara e Veretout, tra Smalling e Cristante. In ogni caso, e le cifre pubblicate qui accanto lo testimoniano, la partita è stata decisamente equilibrata sul fronte delle azioni offensive e delle occasioni da gol anche se va riconosciuto il merito al Sassuolo di averla gestita per due terzi del tempo. E questo resta un indice significativo: la Roma sembra infatti aver smarrito la sua anima più aggressiva per provare a difendere meglio, ma al cambio non sembra averci guadagnato. Se la Champions all'improvviso è diventata una chimera non è per il pareggio di Reggio Emilia quanto per le sconfitte di Parma e con il Napoli. Dunque, analizzando la partita, Fonseca ha semplicemente messo in luce gli aspetti positivi anche perché la Roma è proiettata alla partita più importante della stagione: quella di giovedì ad Amsterdam. E se lo pensa qualsiasi tifoso della Roma che la gloria quest'anno non possa che passare attraverso l'Europa League, è inevitabile che in qualche retropensiero la stessa convinzione si sia impressa anche nelle menti di giocatori e allenatore. Eccola dunque l'interpretazione diversa e contemporaneamente la speranza a cui, più o meno razionalmente, il tifoso della Roma può appellarsi: che sia stata soprattutto una questione di concentrazione. Certo, non è una giustificazione. Anzi, come ha giustamente sottolineato il mahatma Cagnucci, semmai è un'aggravante. Perché possiamo pensarlo noi nella nostra testa di tifosi un po' superficiali che a un certo punto si faccia una scelta tra una competizione l'altra, ma loro no, loro non possono giocare d'azzardo con i nostri sentimenti, per loro è una professione strapagata: basti provare a pensare che tipo di fallimento sarebbe conclamato se, come è possibile, l'avventura in Europa League finisse ai quarti… E in questo malaugurato caso sarebbero guai per tutti. Ma il tifoso della Roma è anche un inguaribile ottimista e in queste pagine solitamente molto razionali con cui trattiamo le gare della Roma, proviamo a dargli anche qualche speranza in più rispetto alla semplice deriva tifosa.

Tutti gli errori

Che cosa intendiamo quando parliamo di concentrazione? Provate ad osservare le grafiche pubblicate nella pagina accanto: abbiamo fissato appena quattro dei numerosissimi errori compiuti dai difendenti della Roma contro il Sassuolo: il campionario è vasto, tra errori individuali, di reparto, di squadra, di posture, di lettura, di interpretazioni. Quanti malintesi tutti insieme, contro una squadra rimaneggiata ma bravissima a togliere in continuazione punti di riferimento ai giocatori della Roma. In queste situazioni, solitamente, solo la massima concentrazione può aiutarti a riguadagnare quella frazione di secondo utile a coprire il ritardo determinato dai movimenti civetta degli avversari. Se questa concentrazione non è totale si aprono clamorosi squarci dove è facile anche per le riserve del Sassuolo divertirsi. Pensiamo dunque che di fronte ad una partita ben più importante l'atteggiamento mentale di tutti i calciatori sarà diverso. Certo, in questa precarietà di preparazione fisica, atletica e soprattutto psicologica - quando si perde l'autostima crolla e il rischio che si molli di nuovo di fronte alla prima avversità è altissimo - sarà fondamentale ad Amsterdam rimanere in partita a lungo. Se la Roma ci riuscirà, non lasciando che gli olandesi diventino presto i dominatori della partita, come ad esempio è accaduto al Siviglia, all'Atalanta, al Milan, al Napoli, alla Lazio solo per citare i casi negli ultimi mesi, allora poco a poco la concentrazione funzionerà da doping mentale per un gruppo di giocatori che qualcuno vede già allo sbando… Il resto potrebbero farlo i contributi di giocatori esperti e vicini al rientro di cui parliamo anche nelle altre pagine. Magari è solo una speranza, certo, ma forse oggi è giusto ancora dar fiducia a questo gruppo di giocatori. E probabilmente è la carta psicologica calata da Fonseca nella pancia del Mapei stadium. Con tanti saluti ai 1000 psicologi de noantri che hanno visto nelle sue parole solo la preoccupante deriva di un uomo sull'orlo del baratro.

Il sistema di gioco

Ps: nessuno qui vuole contestare la competenza di Lorenzo Minotti, uno tra i più attenti commentatori delle partite di Sky, ma sabato ha riempito di elogi Fonseca per un presunto cambio tattico con cui avrebbe migliorato la Roma passando dal 3421 iniziale al 442 dopo venti minuti, inducendo all'errore anche altri opinionisti. In realtà, come dimostra per esempio la grafica del 4° minuto pubblicata qui a fianco, la Roma è partita sin dall'inizio con l'idea del 442 in fase di non possesso e il "presunto" miglioramento dell'atteggiamento in campo dopo il vantaggio di Pellegrini è stato solo frutto della suggestione per una mossa tattica di cui il "talent" di Sky si è accorto in ritardo. Capita.