Siamo tutti così proiettati nel futuro che, quasi, non ci siamo resi conto che questa sera la Roma scenderà in campo. A Milano, contro i campioni d'Italia. Per mantenersi alle spalle il Sassuolo nella corsa – forse sarebbe il caso di dire camminata – al posto in Conference League? Per rispetto dei tifosi? Amor proprio?

O per impressionare il prossimo allenatore? Qualsiasi siano i motivi la Roma è chiamata a dare un senso a questo finale di campionato: alle 20:45 tenendo botta contro l'Inter e, soprattutto, sabato nel provare a regalare una soddisfazione alla sua tifoseria. Avrebbe poco senso mettersi qui a fare la conta degli assenti, dei recuperati…questa coda di stagione ha il sapore dell'interrogazione di inizio giugno alle scuole superiori quando, in piedi davanti la lavagna, ognuno cercava – nei modi più disparati. Anzi, disperati – di ottenere quel preziosismo sei per evitare di portarsi la materia a settembre.

La Roma, sia chiaro, rimandata – anzi, bocciata – in campionato lo sarà a prescindere da ogni risultato da qui alla gara con lo Spezia. Tanto che, ognuno di noi, nel libro della storia della Roma non vede l'ora di voltare pagina e iniziare il paragrafo José Mourinho. Ma oggi – così come quello studente che sogna le vacanze ma prima deve archiviare la pratica dell'ultimo orale – siamo ancora qui con i tacchetti nell'erba di San Siro. E la testa già a sabato sera per il derby.