Stavo meglio quando si stava peggio. Quando cioè Paulo Fonseca era un precario, un incapace. Un tecnico rimasto alla Roma solo perché non c'era stato il tempo per prenderne un altro. E prima ancora quando il portoghese aveva bisogno come il pane di un tutor italiano al suo fianco per fare bene l'allenatore nel nostro Paese. Per non parlare, poi, di quando alcuni giornali già avevano confezionato i "campetti" con la Roma guidata, da lì a poco, da Max Allegri.

Stavo meglio quando in pochi si erano accorti della striscia di risultati utili consecutivi della squadra; quando le critiche erano poco sensate e spesso alimentate dal di dentro. Se non altro, quando si stava peggio io avevo capito tutto: sapevo perfettamente perché e per come si scrivevano/raccontavano certe cose e pure chi aveva il piacere che certe cose venissero scritte/raccontate in quel modo. E, per questo, non ero meravigliato. Se mai, ero colpito dalla pochezza dei giudizi; della loro scarsa aderenza con la realtà; della comodità palese di far parte di un gregge di pecoroni ben addestrati.

Adesso che un po' tutti (troppi, per me) si sono resi conto che la Roma dell'inadeguato Fonseca va e che, per questo, stanno cercando di salire sul carro di Fonseca (che, poi, il carro è della Roma), io sono preoccupato. Perché puzza lontano chilometri che la rivalutazione del portoghese è fasulla, forzata, falsa. E che, in realtà, per troppi (non tutti, per fortuna) sia soltanto un trappolone da azionare alla prima occasione utile.

Quando la Roma avrà steccato un risultato e, quindi, sarà facile gonfiare il petto e urlare al mondo: avevo ragione io, è un incapace. Stavo meglio prima, ve lo ripeto. Perché io penso alla Roma e il trappolone ai danni di Fonseca non è altro che un trappolone ai danni della Roma. Che, a partire da domani, non potrà permettersi di non vincere una partita per evitare le antiche miserie critiche. Dato, però, che è praticamente impossibile vincerle tutte, arriverà fatalmente il momento dell'inversione di rotta. Giusta, ma solo se sarà motivata a dovere. E chi si nutre in maniera vitale di opinioni riflesse, vedrete, troverà nuova linfa e continuerà a rivangare un passato modellato sulle proprie convenienze. E, per questo, mai appartenuto alla realtà.