Svegliateci dall'incubo. Il grido disperato più che di speranza, arriva al termine dell'ennesima partita senza vittoria (e senza gol), dopo un'altra prova inguardabile. La Roma sembra preda di un terrificante gioco dell'oca, nel quale a un mezzo passetto avanti corrispondono almeno dieci passi dietro. Così, dopo piccoli segnali d'incoraggiamento a Milano e Genova, è arrivata la certificazione del disastro. Ancora in casa. Ancora con un rigore sbagliato. Ancora senza uno straccio di idea. La nottata deve finire. Ma al più presto. Per favore.

IL MIGLIORE
ALISSON 7 - Se le sorti della Roma non ci stessero a cuore, farebbe quasi tenerezza questo fuoriclasse della porta. Fenomeno assoluto a difesa di una squadra allo sbando, che lui protegge come può (alla grande) e fin quando può. L'involuzione della Roma è tutta nel numero di palloni che tocca il numero 1 (in tutti i sensi): zero nei primi mesi - in cui non solo non subiva gol, ma neanche tiri - decine a partita nelle ultime settimane. Che lo portano a essere super fra i pali e in uscita, ma anche protagonista con i piedi, rendendolo quasi primo regista. Forse casuale. Fatto sta che è quello di cui i compagni si fidano di più. La sua parabola è tutta in quell'inoperosità diventata improvvisamente stakanovismo. Ma se il portiere è il più impegnato della squadra non è mai un bel segnale. Soprattutto per chi ha (o aveva) ambizioni.

FLORENZI 5 - Si prende la responsabilità più grande, come fascia al braccio comanda: scarica quel pallone con tutta la forza che ha in corpo, senza guardare Viviano, che gli si oppone. In quel rigore c'è lo specchio del momento della squadra, in cui tutto va storto. Lui prova anche a raddrizzare la gara e sulla destra crea tanto nella ripresa, ma non basta.

MANOLAS 4,5 - Sbaglia tutto il possibile e anche di più. Nel primo tempo Caprari gli sfugge come un'anguilla, poi si mette in testa di costruire e fa danni maggiori. Il solo intervento degno di nota lo compie al 93'.

JESUS 4,5 - Sull'azione del gol si preoccupa più di chiamare il fuorigioco a braccio alzato che di seguire Zapata. Risultato: 0-1.

KOLAROV 4,5 - Dov'è finito il terzino/regista dei primi tre mesi di stagione? Anche nel mistero della sua scomparsa è la ragione di quella della squadra.

PELLEGRINI 6,5 - Sotto porta è poco lucido, ma nella mezzora in cui la Roma dà un timido segnale di presenza, ogni azione pericolosa nasce dai suoi piedi. Poi viene incomprensibilmente sostituito e la squadra evapora di nuovo proprio nel momento migliore.

STROOTMAN 5,5 - Deve essere dura fare il regista quando nulla gira come dovrebbe. Kevin almeno ci prova. Ma i tentativi sono vani e anche lui svanisce col resto del gruppo.

NAINGGOLAN 5 - Altra scomparsa illustre quella del Ninja. Insieme a Kolarov, è il desaparecido che pesa di più. Non fosse altro che per la loro indole guerriera, che sarebbe servita come il pane ora. Invece sembrano due di passaggio. Spesso anche sbagliato.

ÜNDER 6 - Fra i pochissimi a dar seguito alla discreta prestazione di Marassi. Sui suoi tiri gli avversari si scambiano i ruoli: Bereszynski gli nega il gol con la parata che vale il rigore, Viviano con il volto. Nella monotonia generale, appare anche frizzante. Ma viene sostituito anche lui.

DZEKO 4,5 - Che si tratti di nervosismo dovuto alla telenovela di mercato o di "semplice" stato di forma carente, non è dato saperlo. Con la Samp è stata una delle sue peggiori in giallorosso. Se fosse l'ultima, quasi ridurrebbe i rimpianti; al contrario, farebbe maledire la mancata cessione. Ma sarebbe un giudizio superficiale e poco corretto per quanto fatto finora da Edin. Rimanendo alla serata: insufficiente, senza se e senza ma.

EL SHAARAWY 5,5 - Se i pochi sprazzi di gioco offensivo arrivano dalla catena di destra, è anche per lui. Che si propone più come assist-man che come finalizzatore. Dopo aver fallito l'unica occasione del primo tempo.

DEFREL 5 -  Entra per rinforzare l'attacco, ma crea soltanto confusione, andando a togliere a Dzeko ulteriore spazio, anziché aprirlo.

PEROTTI 5 - Si intestardisce nei dribbling, senza alcun costrutto.

ANTONUCCI s.v.