Può essere persino piacevole dopo tanti mesi di caldo avvertire la sensazione della pioggerellina infida che nella sera di Graz ti si infila sotto la pelle mentre in barba ai diktat dell'Uefa attraverso le finestre della sala stampa si può guardare tutto l'allenamento di rifinitura degli spavaldi soldati di Struber, uno che per via di quella vaga somiglianza con Bruce Willis sembra davvero un colonnello come da filmografia americana. Si sta freschi in Austria, ma stasera non pioverà. Non sul bagnato. Dopo la strepitosa esibizione di Moenchengladbach non c'è il rischio che qualcuno possa sottovalutare questa squadra.

Non lo farà di sicuro Fonseca che ieri ha manifestato una volta di più la sua scanzonata serenità annunciando in conferenza stampa un cambio che avrebbe anche potuto tener nascosto perché non tutti riuscivano ad immaginare una Roma stasera priva di Dzeko. E invece mancheranno sia lui sia Kolarov. In campo andrà dunque l'ennesima formazione inedita, con la novità assoluta di Kalinic dal primo minuto e di Spinazzola per la prima volta schierato a sinistra. Comprensibile la cautela del tecnico vista la lunga schiera di infortunati che con il passare del tempo invece di assottigliarsi ingrossa. Così per uno che recupera, Zappacosta, ce ne sono due che si fermano: Pellegrini e Mkhitaryan. E allora meglio non stressare troppo i muscoli degli altri, se poi servirà, Dzeko e Kolarov potranno comunque entrare.

Dando per scontato che nessuno sottovaluterà un avversario che alla prima giornata ha incenerito il Borussia in Germania (in una serata in cui se arrivasse la vittoria la Roma avrebbe di fatto già opzionato il passaggio del turno), viene solo il dubbio che tanti cambi tutti assieme potrebbero far perdere il filo ad una squadra che a parte lo sbandamento nel finale con l'Atalanta stava dimostrando di essere in forte crescita. Rispetto alla formazione di Lecce saranno ben sei le novità e oltretutto quando gioca Pastore riaffiorano certi incubi della passata stagione. In questo senso è un bell'esame per l'allenatore portoghese e una conferma della fiducia assoluta nel mercato di Petrachi. Se la Roma ha davvero cambiato pelle e si è messa alle spalle le incertezze (non solo tattiche) di un anno fa questa è la serata giusta per dimostrarlo: senza Dzeko, senza Kolarov, senza Pellegrini e Mkhitaryan, senza i lungodegenti (ormai prossimi al rientro) Perotti e Ünder, chi andrà in campo dovrà dimostrare di sapersi orientare. L'Europa League è un obiettivo primario di quest'anno. Non ci facciamo parlar dietro.