Disponibile a parlare. Carlo Ancelotti non ha detto di no, ma neanche di sì. Per il momento. L'ex tecnico del Bayern Monaco è stato contattato dalla Figc, telefonicamente. C'è stato un approccio. L'allenatore emiliano è il candidato numero uno per prendere il posto dell'esonerato Ventura alla guida dell'Italia. Ancelotti piace a tutti. Molto dipenderà, a questo punto, da quello che gli proporrà la Federcalcio e, soprattutto, da quanto chiederà Carlo. E non stiamo parlando soltanto di questione economica, anzi i soldi potrebbero diventare l'ostacolo più facile da superare. Ancelotti andrà conquistato con un progetto valido, con la concessione di pieni poteri a livello tecnico e, ancor di più, con una squadra di dirigenti che possano realmente garantire un cambiamento totale. Un importante passo in questo senso verrà compiuto lunedì, quando andrà in scena il consiglio federale con Tavecchio pronto a chiedere la fiducia. Molto dipenderà dalle sue proposte e dalla volontà di creare una nuova squadra di dirigenti, che possano portare una ventata di novità.

Il desiderio di tutti noi, ormai, è quello di svegliarci martedì mattina con un nuovo gruppo dirigenziale, partendo proprio dal vertice della federazione. Sarebbe bello essere rappresentati, calcisticamente parlando, da quei giocatori che in carriera si sono distinti oltre che per le imprese sportive anche per un modello di comportamento esemplare, dentro e fuori dal campo. Paolo Maldini è il nome forte. L'ex difensore rossonero è un uomo che Ancelotti vorrebbe al suo fianco, con un incarico importante. Maldini, se Tavecchio dovesse restare in carica, difficilmente accetterebbe, a meno che non gli venga proposto un ruolo operativo, una carica che gli permetterebbe realmente di poter dare il proprio contributo. Ancelotti saprebbe come convincerlo. Altro nome gettonato è quello di Damiano Tommasi. Il presidente dell'A i c, forse più di tutti tra gli esponenti federali, pretende che il cambiamento inizi dall'alto. E per una possibile sostituzione al vertice, il centrocampista sarebbe ideale almeno quanto Demetrio Albertini, che perse la battaglia con Tavecchio per la presidenza alla terza votazione, nonostante fosse sostenuto da Aic, Aiac e Aia. Albertini attualmente fa l'imprenditore, e in passato è stato il vice di Giancarlo Abete. «Sono ormai uscito dalla Federazione, ma resto a disposizione», ha dichiarato l'ex centrocampista del Milan, in parole povere: è pronto a tornare. Così come lui, lo farebbe anche Roberto Baggio. Già dentro al consiglio federale,per la componente atleti, c'è Simone Perrotta. Questa sì che sarebbe una vera squadra.