La Roma è una rivoluzione. Essere romanisti è un sentimento punk. Uno degli slogan più belli degli Anni 80 era: "La Roma è magia, la Sud una follia". Essere della Roma è un sentimento ultrà di suo. Per me il 17 giugno 2001 è il giorno in cui ho visto una città scendere in strada per festeggiare la Roma. Una rivoluzione. Trovatemi qualcosa di simile. Il 17 giugno 2001 è tutti gli altri giorni a venire in cui tutta una città è scesa in strada e in strada c'è rimasta. Trovatemi, in qualsiasi ambito, qualcosa di simile che sia capitato non solo negli ultimi vent'anni. Sono tramontate le ideologie, è tramontato quasi tutto, ma quel sentimento romanista (anche se a volte sembra veramente eclissarsi) è come la brace, basta una scintilla (pensate ai giorni dopo Roma-Barcellona) e divampa. Roma nel 2001 era a fuoco. Era rossa.
Le bandiere avevano per lo più e soprattutto quella tonalità rispetto allo scudetto del 1983 che invece fu più giallo, più luce. Forse perché quella vittoria era e doveva essere soprattutto una risposta a quello che di antistorico era successo l'anno prima, e quindi si colorò più di rabbia, di antagonismo. Furono giorni di notti insonni, di feste sui marciapiedi, di riti pagani, traffico bloccato, strade chiuse, Roma città aperta a Roma e isola pedonale di se stessa. Una rivoluzione. La gente in festa.
Per me il 17 giugno è questa cosa qui, perché per me la Roma è questa cosa qui. Qualcosa di ribelle, libero e assolutamente, quindi, partecipativo. Condivisione di piazza, non su facebook. Gli scudetti servono solo a ricordarcelo forse. Personalmente non trovo nemmeno particolarmente giusto o elegante o, soprattutto, amorevole, volere "più bene" a una squadra perché vince, perché è più forte: e quella di Ginulfi? E quella di Piacentini? Che non je voi bene? E a quella che retrocesse? Sapete che giorno era quando la Roma è andata in B? Il 17 giugno, del 1951. Cinquant'anni prima. Settant'anni fa. Oggi, che èil giorno della Roma Campione. Come a dirti veramente che vinca o che perda essere della Roma è un'altra cosa, il giorno più lungo e quello più bello, l'inferno e il paradiso ti rimbalzano addosso. Quel 17 giugno del 1951 al teatro Sistina Renato Rascel fece il suo ingresso sul palco e annunciò: «Signori, da questo momento la Roma è in serie B. Ma la Roma non si discute si ama». Cinque giorni dopo, il 22 giugno, per le strade del centro sfilò un corteo di tifosi romanisti; portavano un grande striscione che recitava: «La Roma è sempre la prima squadra del mondo».
Che cosa hai fatto in tutti questi anni? Sono andato a dormire presto. A volte tardissimo. Ma ho fatto sempre lo stesso sogno. Quello.