La partita più importante
Stanotte il primo dentro-fuori di una stagione che ha finora il sapore della pienezza. Questa coppa conta: soprattutto per i romanisti
(GETTY IMAGES)
Roma-Torino di Coppa Italia più che una partita, è già un titolo, un programma. Però prima della storia che gonfia questa gara, una considerazione: è la più importante gara finora della stagione. Tecnicamente è così: dentro o fuori, qualificati ai quarti o eliminati, stanotte andremo a dormire o con tre obiettivi ancora da sognare o soltanto con due. È il primo bivio. Il mese di gennaio poi ci dirà se passeremo in Europa League fra le prime 8 e direttamente agli ottavi, o se dovremo fare il playoff; il campionato invece ci racconterà quanto e se staremo ancora là in alto. La Roma gioca per tutto. Anche stasera. Ogni volta. Anche sempre. Bisogna dare di conseguenza: possibilmente più di tutto.
Coppa Italia sarà stasera contro il Toro, contro cui è arrivata la prima sconfitta di Gasperini e contro il Toro che domenica sarà ancora il nostro futuro. Facevano 30 gradi in campionato quando abbiamo perso 1-0, oggi 0 manco 1: speriamo che il risultato vada proporzionalmente all’escursione termica. Però Roma-Torino è per forza non solo il presente, né il recente passato e il futuro prossimo e, più che la nostra memoria, è il tessuto stesso dei nostri ricordi. Altro che tutto e quella roba con Falcao. Abbiamo vinto 9 coppe, la prima col Toro, le più belle col Toro nel 1980 – quando semplicemente cominciò la nostra epoca d’oro – nel 1981 quando, un’altra volta ai rigori, il rigore lo tirava e lo segnava Falcao.
Poi ci abbiamo passato un’altra notte nostra quando abbiamo vinto 5-2 senza vincere la Coppa Italia persa sul palo bagnato dalle lacrime di un Principe che pure aveva segnato tre volte. Le parate di Franco Tancredi, la maglia Pouchain, Benetti con noi, Santarini ultimo capitano, il rigore di Ancelotti, Nicolè a novembre del ’64, Fimiani invece che Cervone (e Zinetti) che parava i rigori di Papin e Berlusconi al 90’ a San Siro. Roma-Torino la squadra battuta per il primo tricolore della nostra storia nel ‘42, la Roma l’ultima squadra a battere quella che poi soltanto il cielo vinse. E a proposito di cielo: Roma-Torino, 15 maggio1 1983, il tricolore dopo 41 anni, portato per il lembo da Ago in uno stadio che era luce e sospeso come in un altrove. Io non ci credo che pure oggi lo stadio sarà pieno (martedì ore 21, manco un grado!) ma non posso sicuramente credere che questa Coppa Italia non interessi a qualcuno. Non snobbatela, noi ci teniamo: è una cosa che riguarda i romanisti
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