Cogito Ergo Sud

Pronti a tutto, anche a niente

Pronti a vivere questa partita che assomiglia a tutto un anno, noi siamo qua, con nome e cognome, in presenza, mittenti non destinatari, con la bandiera della Roma ad aspettar...

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci
30 Novembre 2025 - 10:52

Eccoci. Ci siamo. Siamo pronti a vivere questa partita che assomiglia a tutto un anno. La sensazione è questa: c’è emozione, ce n’è sempre in verità, ma non c’è paura di vivere quello ce ci aspetta, anzi. Vogliamo farlo, vogliamo più che far vedere al Napoli campione e al vecchio carrozzone del calcio con media mainstream annessi e con noi poco connessi, far vedere a noi stessi quello che siamo. Abbiamo voglia di sapere quello che ci aspetta, ma non è ansia, anche perché quello che ci aspetta in parte lo abbiamo costruito noi. Non è sempre così, tanto più per la Roma, ma stavolta è proprio così. 
Abbiamo studiato, stiamo studiando. Siamo preparati, ci stiamo preparando e stanotte ci tocca un esame che non ci darà in qualsiasi caso alcuna laurea, ma nemmeno, in ogni caso, alcuna bocciatura. 

Questo va capito: il piano di studi non si altera. Si va. E stasera siamo galvanizzati nel metterci alla prova. Almeno dobbiamo esserlo, ma la sensazione è proprio questa: siete più forti? Siete i campioni? Siamo incompleti? Non siamo all’altezza di quello che pure noi stiamo costruendo? Può darsi. Ma vediamo. Giochiamocela, anche perché noi non lo facciamo a caso e non ci affidiamo ad alcuna metafisica. Noi siamo umanisti, rinascimentali: giochiamo a uomo in difesa e ce ne prendiamo cura come fosse quello di Vitruvio, marchiamo alti infatti, pensiamo a superare i limiti, e quando abbiamo il pallone tra i piedi, o quando ce lo prendiamo, andiamo avanti  senza un domani,  come cavallette  punk pogando la Cavalcata delle Valchirie. Ci siamo, insieme allo splendido quadro - altro che cornice - dei romanisti all’Olimpico. Pensate che l’anno scorso mentre il Napoli vinceva il suo secondo campionato negli ultimi tre anni (!) noi stavamo a raccogliere in rete il pallone di Gabrielloni all’ultimo minuto, due punti sopra la B, mentre stanotte siamo due punti sopra a quelli che portano lo Scudetto. Si è lavorato. Si sono scelti gli uomini giusti. Ecco le conseguenze: Roma-Napoli è questo cimento, questo sentimento di pienezza e di sfida, tanta speranza, tanta voglia di Roma. Intenso. E talmente denso di significati che tutto il romanzo che accompagna questa sfida passa in secondo piano (il cosiddetto derby del Sole - non è mai stato quello del Sud - la rivalità di una vita interrotta da pochi anni di gemellaggio, Bruno Conti e Maradona, Falcao e Caffarelli, il 5-2 per noi, il 5-1 per noi - due volte - l’8-0 per noi, il 6-2 per noi, tutta una sezione della storia del cinema legata a questa partita eccetera). Siamo dentro al presente, non stiamo aspettando niente tranne che le 20.45.

Siamo qua, con nome e cognome, in presenza, mittenti non destinatari, con la bandiera della Roma ad aspettar... Anche perché siccome stavolta ci stiam preparando, prima o poi, il nostro anno arriverà.

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