RomAntica

7 gol per vincere 4-1

Contro l’Inter è sempre stata anche una sfida al potere. Con Massa non vinciamo da 10 gare, con loro pure: il 7 marzo del 2004 ci annullarono 3 reti regolari prima di trionfare

PUBBLICATO DA Vittorio Cupi
19 Settembre 2026 - 08:00

Dieci gare di fila senza vincere con Davide Massa, l’arbitro di stasera. Alcune di queste sono state proprio contro l’Inter. Il pensiero è nella testa di tutti dal giorno della designazione. Naturalmente non si può sapere cosa accadrà ma, in caso di fischi sfavorevoli, ci sarà “solo” una cosa da fare: essere più forti dell’arbitro. 
Non è facile, ma a volte la Roma ce l’ha fatta. Una volta proprio contro l’Inter, in una partita arbitrata da Roberto Rosetti di Torino. Sì, quel Roberto Rosetti che nel 2003 si era beccato le corna da Antonio Cassano nella finale di Coppa Italia col Milan, che nel 2008 aveva espulso Phlippe Mexes per due ammonizioni immeritate (un fallo mai commesso e aver tagliato il campo per rientrare in campo dopo un infortunio) in una gara decisiva per lo Scudetto, che una volta aveva espulso Perrotta reo di aver detto: “Così ci fate perdere la partita!” dopo due rigori negati, che da designatore UEFA ha mandato Anthony Taylor a dirigere la finale di Europa League col Siviglia.

Il 7 marzo 2004 proprio Roberto Rosetti arbitra Roma-Inter. Una sfida che prima di quel giorno aveva già regalato motivi di recriminazione ai tifosi romanisti, a partire, non in senso cronologico, dall’inesistente rigore con il quale l’Inter batté la Roma nel 1972 con tanto di invasione di campo, caccia all’uomo (l’arbitro Michelotti), squalifica del campo e stagione rovinata (da quarta, in pochi mesi la squadra si ritrovò quart’ultima e si salvò solo nel finale di campionato). 
E come dimenticare la finale di Coppa UEFA del 1991 decisa dal rigore inesistente concesso all’Inter nella gara di andata dall’arbitro Spirin o le partite a Milano finite in 9 (1997-98) e in 10 (1998-99) per decisioni decisamente sbagliate, con in panchina Zeman, che di certo non era simpatico agli arbitri. 
Negli annali anche l’espulsione comminata da Luigi Agnolin a Paulo Roberto Falcao nel 1981 per il “Carrinho”, l’entrata a piedi uniti, rigorosamente sul pallone, per il quale, come raccontò il Divino nel post-partita, “in Brasile ti applaudono, in Italia ti espellono”.

La squadra viene accolta con uno striscione della Curva Sud decisamente eloquente: “Non esistono uomini che vincono o che perdono. Esistono uomini che combattono o non combattono. Combattiamo per voi, combattete per noi”. Un invito a non mollare in un campionato che ha visto la squadra giallorossa in testa alla classifica fino a gennaio. Adesso la Roma, che in rosa ha l’attuale allenatore dei nerazzurri Christian Chivu - quel giorno assente - è seconda in classifica a 5 punti dal Milan ed è in un buon periodo di forma.  
La domenica precedente ha vinto 4-1 a Parma in mezzo alla neve nel giorno in cui è sfumata definitivamente la trattativa con la Nafta Moskva, che sembrava interessata a rilevare il club. L’Inter vive un’annata decisamente altalenante, ma è pur sempre una squadra che può contare su gente come Toldo, Cannavaro, Zanetti, Vieri e Adriano. E forse anche su Rosetti, almeno così sembra nel primo tempo. 

Al quinto minuto Cassano serve Emerson con un pallonetto dolcissimo, il brasiliano anticipa Toldo in uscita e porta in vantaggio la Roma. L’esultanza dura poco, gol annullato per fuorigioco. Basta un replay per capire che il fuorigioco non c’è. Al 37’ la Roma va ancora in gol: su un contrasto tra Mancini e Toldo il pallone arriva a Francesco Totti, che segna a porta vuota. E invece non vale, viene segnalato ancora una volta un fuorigioco che non c’è: è Toldo, e non Mancini, a toccare il pallone prima che il capitano lo depositi in rete. Passano altri due minuti e Samuel, con un colpo di testa, anticipa Toldo e segna. “Davvero non abbiamo parole, annullato anche questo gol”, si lascia sfuggire Giulio Delfino nella sua radiocronaca per Radiorai. “Annullato anche questo gol per carica sul portiere. Ma Samuel ha cercato di anticipare il portiere dell’Inter e ci è riuscito in modo assolutamente netto e pulito. Non è stato di questo avviso l’arbitro”. Niente da fare neanche stavolta, viene quindi segnalato un fallo di Samuel sul portiere nerazzurro. Anche qui basta un replay per capire che il colpo di testa era assolutamente regolare. E quando finisce il replay si scorge perfino Daniele Adani, esponente di questa difesa interista costantemente superata, andare contro un argentino, cioè lo stesso Samuel... Nel frattempo Rosetti si assicura che Toldo stia bene e parla con Cordoba. 

Capello in panchina sorride amaramente come l’anno prima, quando al termine di un’altrettanto assurda partita con l’Inter finita 2-2, con un altrettanto assurdo arbitraggio da parte di Racalbuto, disse: “Meglio andare ad allenare all’estero”.
Quel 7 marzo 2004, però, la Roma è più forte anche dell’arbitro. La Roma, si sa, è forte e vincerà. Al 44’ segna un gol non annullabile, nemmeno da Rosetti: assist di Totti per Cassano, che anticipa tutti e ora è veramente 1-0. Il secondo tempo inizia con un gol del migliore in campo, cioè Mancini, Amantino, quello giusto, e una rete casuale di Vieri che regala qualche minima speranza all’Inter. E invece no, l’Inter non ha alcuna speranza contro una Roma che “costringe” Rosetti a espellere Cordoba per fallo da ultimo uomo, in area, su Cassano. 

Totti segna il rigore con un tiro di una potenza assurda, che in pratica piega le mani a Toldo. Poi all’ultimo minuto Cassano con un capolavoro salta Helveg e sforna un assist al bacio per la doppietta di Mancini e il 4-1. Per il brasiliano è la prima doppietta da quando è in Italia. Concluderà la sua serata sotto la Curva, abbracciato proprio da Totti e Cassano: è giusto che serate del genere finiscano dove tutto, con un inno, ha sempre inizio.
Anche Fabio Capello è decisamente più sereno e bacia Giorgio Rossi. La Roma ha vinto 4-1 una partita in cui ha segnato 7 gol regolari. Quella sera è stata più forte di tutto. Chissà se dovrà esserlo anche oggi. Da dieci partite non vince con Massa come arbitro. Da dieci stagioni non batte l’Inter in casa. Da sempre è abituata a contare solo ed esclusivamente sulle proprie forze.

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