Vacanze finite, da oggi si torna al lavoro. Ieri sera la sala degli arrivi dell'aeroporto di Fiumicino sembrava il corridoio che dallo spogliatoio di Trigoria porta al parcheggio delle macchine, con i voli che a mano a mano sbarcavano giocatori che, come da raccomandazione societaria, avevano l'obbligo di rientrare nella giornata di ieri per essere puntuali all'appuntamento di stamattina. Di Francesco viene dipinto stramotivato e pure molto arrabbiato. La sfida di San Siro con l'Inter può/deve rappresentare la svolta in positivo per la Roma esattamente come la sconfitta col Torino in Coppa Italia ha significato la svolta in negativo per la squadra che il 22 dicembre da Allegri era stata definita la più sottovalutata candidata allo scudetto. E invece alla sconfitta col Toro s'è sommata quella con la Juventus e poi sono arrivati il pareggio di fine anno col Sassuolo e la rovinosa debacle con l'Atalanta, proprio alla vigilia della partenza di quasi tutta la squadra per le vacanze (a Trigoria in questi giorni si sono visti solo Defrel e Luca Pellegrini, infortunati di lungo corso, e poi Castan che attendeva di definire il suo contratto col Cagliari). Di Francesco, che da Roma s'è mosso solo per raggiungere Firenze e Pescara (l'altra sera ha festeggiato gli ottant'anni del papà Arnaldo, immortalato sorridente al fianco dei nipoti tra cui Federico, che gioca nel Bologna), ha rimpianto il giorno (di oltre un mese fa) in cui aveva accordato ai giocatori un giorno in più di vacanza. Inizialmente infatti i giorni concordati erano sei, esattamente come quelli ottenuti dai giocatori del Napoli, ma poi il felice momento della Roma in quel periodo e un occhio al calendario convinse il tecnico ad allargare la concessione.

In ogni caso da oggi ha intenzione di torchiare i suoi ragazzi con un programma fisico e tecnico molto intenso programmato 15 giorni fa. La novità è che ci saranno anche molte esercitazioni tattiche che introdurranno anche qualche nuova indicazione soprattutto in mezzo al campo all'interno dei principi già ampiamente rodati. Nessuna rivoluzione: si continuerà con la difesa a 4, con tre centrocampisti e con tre giocatori più offensivi, ma già da un paio di partite il tecnico sta lavorando per tenere le punte esterne più vicine all'attaccante centrale. Così come non è da escludere l'ipotesi che sia invece un centrocampista ad alzare il suo raggio d'azione. In numeri, potremmo vedere qualche variazione sul tema del 4-3-3 per arrivare al 4-3-2-1 (con due attaccanti più vicini dietro Dkeko) o al 4-2-3-1 (con Nainggolan più avanzato).

Probabile che Di Francesco ci lavorerà anche per verificare personalmente e sul campo le potenzialità di un sistema e di un altro prima di prendere qualche decisione in vista di San Siro e, più generalmente, di un girone di ritorno che deve restituire alla Roma la considerazione raggiunta in quattro mesi di gran lavoro purtroppo oscurata dai pessimi risultati delle ultime partite. Di sicuro i principi resteranno inviariati: la filosofia di Eusebio è quella, vuole una squadra offensiva, la linea alta, il pressing continuo. È il suo calcio. Spettacolare e, fino a venti giorni fa, vincente. Vuole tornare lì.