E anche ieri sullo stadio della Roma si è consumato un piccolo mistero, che poi rischia di non essere nemmeno tanto piccolo, vista la portata delle possibili conseguenze. A innescare il caso è stata la sindaca di Roma in prima persona. Ieri infatti Virginia Raggi è intervenuta alla presentazione di "Amami e Basta", una campagna di sensibilizzazione in vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne che ricorre il 25 novembre, voluta da Roma Cares, un calendario con protagoniste le mogli o compagne dei giocatori giallorossi e che ha visto in prima linea Amra Dzeko, moglie del capitano della Roma. Alla presentazione dell'iniziativa, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla realizzazione di percorsi formativi per l'inserimento nel mondo del lavoro delle donne vittime di violenza e che oggi sono accolte nei vari centri del Comune, anche il Ceo giallorosso Guido Fienga e Francesco Pastorella, da pochi giorni a capo del neonato "Roma Department".

E probabilmente proprio la presenza dei dirigenti del club ha spinta la Raggi ad avventurarsi nuovamente sul tema del futuro stadio della Roma. «Sullo stadio siamo pronti - ha dichiarato - in questi giorni abbiamo fatto ulteriori riunioni con la Regione Lazio e abbiamo trovato una soluzione condivisa sulla Roma-Lido. Mi auguro che entro Natale saremo in grado di fare un bel regalo ai tifosi della squadra».

Un augurio che sa molto di promessa e che ha ovviamente rallegrato la tifoseria romanista, pronta da subito a commentare sui vari social network le parole della prima cittadina. Qualcuno si è però permesso di restare dubbioso o persino scettico. E quel qualcuno forse ha fatto bene.

Perché dalla Regione è subito trapelato stupore per le parole della Raggi. Stupore che con il passare delle ore si è trasformato in fastidio. Dalla Pisana fanno sapere infatti che non ci sarebbe nessun accordo con il Comune sulla ferrovia. Nei giorni scorsi c'è stata una videoconferenza, cui hanno partecipato gli uffici tecnici dei due Enti, in cui sarebbe stata solo ribadita la comune volontà di far ripartire il tavolo di discussione. Quindi parlare di accordo sarebbe quantomeno prematuro.

Proprio in queste ore negli uffici della Regione si sta valutando l'opportunità di smentire ufficialmente la Raggi, come accaduto alcuni giorni fa, sempre sullo stadio. A frenare sarebbe però il Governatore Zingaretti, impegnato a mantenere in piedi il delicato equilibrio all'interno della maggioranza di Governo nazionale. Con la legge di bilancio da approvare non sarebbe opportuno l'ennesima strappo, anche se locale, con il Movimento 5 Stelle.

Resta però appunto il fastidio con cui dalla Regione continuano ad accogliere le esternazioni della sindaca, che a detta di qualcuno sarebbe troppo concentrata sulla propria campagna elettorale. Quello che continua a mancare è infatti l'intesa tra i due Enti su come gestire i 45 milioni di euro che i proponenti verseranno per la Roma-Lido. Ferrovia su cui interverrà anche un cospicuo finanziamento della Regione, pari a circa 180 milioni di euro (derivati in gran parte da fondi stanziati dall'esecutivo guidato da Matteo Renzi nel 2016 e ancora non utilizzati). Su questo punto il Comune di Roma lo scorso agosto tentò una forzatura approvando il testo di sub-convenzione, che però ora la Regione tarda a controfirmare. E in assenza di questo documento l'iter resta fermo.

I tempi si allungano

Certo è quindi che la previsione di Natale sembra sempre meno realistica, e che anzi il progetto sembra destinato ancora a un lungo e tortuoso percorso. E il rischio che il tutto possa concludersi solo dopo Capodanno è quanto mai concreto. Anzi, ogni giorno che passa cresce la possibilità che il progetto possa passare nelle mani della prossima giunta comunale, quella che nascerà all'esito delle elezioni della prossima primavera. Con tutti i problemi annessi e connessi. Anche per queste nelle ultime ore sono tornate alla ribalta voci su possibili alternative a Tor di Valle. Dopo l'ipotesi Fiumicino, ormai smentita dagli eventi, a farsi largo è stata quella relativa allo stadio Flaminio. Sull'impianto progettato da Nervi sarebbero stati effettuati degli studi di fattibilità, senza però trovare al momento riscontri positivi. La realtà è che a oggi ancora non esiste una vera alternativa all'area dell'ex ippodromo. Su questo fronte si continua a lavorare, come paradossalmente testimoniato proprio dalle parole della Raggi. E su questo la Roma resta fortemente impegnata. Convinta di arrivare presto ad una conclusione positiva.