Roma avrà il Ponte dei Congressi. E questa è la buona notizia per tutti i tifosi del club giallorosso che sperano di veder costruito il nuovo stadio quanto prima. L'opera però verrà ultimata per il 2025. E questa invece è la brutta notizia per il club, ancora imbrigliato nella volontà della sindaca di legare le sorti del futuro stadio alla realizzazione delle opere pubbliche in qualche modo connesse. Va chiarito subito che il Ponte non rientra nel progetto approvato dalla Conferenza dei Servizi dello scorso anno, e che quindi formalmente non è oggetto di alcuna trattativa tra Comune e proponenti. Ma certamente la messa in funzione di una struttura così importante alleggerirebbe e non di poco la situazione del traffico nel quadrante oggetto dell'opera e quindi aiuterebbe l'evolversi naturale della diatriba tra le parti.

Intanto però fermiamoci agli aspetti positivi: il ponte si farà. Questo almeno quanto comunicato ieri mattina nel corso di una seduta della commissione capitolina Lavori Pubblici, dal vice dg del Campidoglio (e capodipartimento dei Lavori Pubblici), Roberto Botta, che ha fatto il punto sullo stato di attuazione dell'opera, stilando anche una sorta di cronoprogramma. Ieri si è parlato nel dettaglio solo del primo lotto relativo alla costruzione del ponte, che avrà un costo complessivo di oltre 170 milioni di euro, finanziati per oltre 144 milioni dal contributo dello Stato e per oltre 28 milioni con mutuo a carico di Roma Capitale. Un investimento quindi importante per le casse del Comune, e necessario indipendentemente dalla costruzione del nuovo stadio della Roma, tuttavia «sarà un tema non banale per il quadrante - ha evidenziato Botta - e anche dentro Roma Capitale ragionavamo di fare un ufficio che coordini le due attuazioni in modo congiunto«.