Tra oggi e al massimo domani la Roma ed il Comune torneranno ad incontrarsi presso gli uffici della Direzione del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, guidato dall'architetto Esposito, in via del Turismo all'Eur, a pochi passi dalla nuova sede sociale giallorossa. Quello che andrà in scena sarà l'incontro numero 111, tanto sta servendo alle parti per trovare un accordo per la stipula della Convenzione Urbanistica, il contratto che regolerà il rapporto tra pubblico e privato.

Dopo il proficuo incontro della scorsa settimana, alla presenza dei delegati della Città Metropolitana (che lo ricordiamo è sostanzialmente l'Ente che ha sostituito per competenze la vecchia Provincia di Roma), in cui si è discusso principalmente dell'unione della Via del Mare con la Via Ostiense, sul tavolo torneranno le due questioni principali, il Ponte dei Congressi e la Roma-Lido. Le parti appaiono ancora distanti dopo l'irrigidimento della sindaca Virginia Raggi, che pretende la realizzazione di queste due opere prima dell'apertura al pubblico del nuovo impianto giallorosso.

Il problema per i privati è che, però, e non per scelta loro, queste due importanti infrastrutture sono di pertinenza di altri, una (il ponte) del Comune, e laltra (la ferrovia) della Regione. Insomma i privati non possono accettare di veder vincolato un investimento di circa un miliardo di euro alla buona volontà e affidabilità della pubblica amministrazione, che peraltro non si è mai distinta, e non si sta distinguendo nemmeno ora, per puntualità.

La Roma-Lido, per esempio, anche venissero rispettati i tempi decisi e previsti dalla Regione Lazio, verrebbe ultimata nel 2023, un anno dopo le intenzioni dei privati per lo stadio. La volontà sembra essere quella di venirsi incontro, senza però stravolgere i progetti né dell'uno né dell'altro, e senza perdere nemmeno troppo tempo. Sullo sfondo resta il piano B di Fiumicino. Ma per ora si resta concentrati su Tor di Valle.