la prossima settimana potrebbe essere a Roma per la partita di Champions League contro il Real Madrid anche il presidente giallorosso James Pallotta. Un'occasione durante la quale si tornerebbe, ovviamente, anche a parlare di stadio, del progetto per la nuova casa della Roma. Un progetto su cui nessuno a Trigoria intende mollare, anzi. La possibilità che proprio in queste ore si concretizzi quel rilancio di cui questo giornale vi parla dallo scorso giugno, nelle ore immediatamente successive all'arresto di Luca Parnasi, diventa sempre più probabile. Un rilancio di cui proprio James Pallotta sarebbe assoluto protagonista. Si tratta in buona sostanza dell'acquisizione da parte del magnate americano della posizione di Eurnova all'interno del progetto Tor di Valle. Con ovviamente terreni annessi. Una trattativa su cui si lavora da settimane e si ragiona dal giorno stesso dell'ultima crisi. O forse anche da prima.

Che Pallotta non fosse contento del lavoro di Parnasi (ed ancor meno dei suoi "modi") era cosa nota. Così come lo era negli ambienti finanziari la perlustrazione di possibili nuovi partner da parte dell'imprenditore di Boston, già dallo scorso anno, in tempi quindi assolutamente non sospetti. Un discorso che era stato aperto con Goldman Sachs prima e Starwood poi, e sospeso solo perché sembrava imminente il passaggio di Eurnova dalla famiglia Parnasi alla DeA Capital del gruppo De Agostini. Un passaggio però saltato proprio a causa delle vicende giudiziarie del costruttore romano. Ed allora si è tornati a ragionare sull'intervento in prima persona. Dallo scorso giugno ad oggi i collaboratori di Pallotta hanno verificato ogni possibile scenario, valutato la solidità di Eurnova, dialogato con il nuovo amministratore delegato, ed infine presentato una proposta. Solida, concreta, anche se chiaramente lontana dai 200 milioni di euro cui era valutata la Eurnova fino allo scorso giugno. L'offerta per acquisire il pacchetto completo nelle mani della società romana, compresi i terreni di Tor di Valle, sarebbe variabile e costruita su più fasi o pacchetti. Sulla bilancia sarebbero stati messi 70 milioni come prima trance, cui poi verrebbe aggiunta un'altra somma variabile (fino a un massimo di 30 milioni) al completamento di ogni singola fase amministrativa. Un meccanismo collaudato. Lo stesso utilizzato proprio da Luca Parnasi per l'acquisizione dei terreni dell'ex ippodromo dalla famiglia Papalia (42 milioni di cui 16 ancora legati all'approvazione della Variante Urbanistica al Piano Regolatore Generale).

Insomma il magnate americano sembra pronto ad intervenire in prima persona, probabilmente attraverso la controllata Stadio Tdv Spa, per poi magari cercare un nuovo partner da coinvolgere. Anzi non è un grande azzardo ipotizzare che questo nuovo socio già esista e che sia tenuto in segreto dal presidente giallorosso. Una manovra che servirebbe anche a calmierare il prezzo di acquisto di Eurnova. In questo senso non trovano riscontro le voci emerse in queste ore secondo cui si attenderebbe per la formalizzazione del passaggio di proprietà l'approvazione della Variante. Risulta vero semmai il contrario. Anche qui come anticipato dal nostro giornale nelle scorse settimane, sembra che l'intenzione comune sia quella di chiudere l'operazione, o quantomeno la prima fase con la ratificazione degli accordi preliminari, prima della fine dell'anno. Le ragioni sarebbero varie. Dalla volontà di chi compra di non veder salire il prezzo finale, o anche solo la concorrenza. Alla volontà di chi vende di togliersi il peso mediatico (e politico) dello stadio prima dell'avvio del processo per corruzione a seguito della chiusura dell'indagine Rinascimento. E la Variante non preoccuperebbe più di tanto i diretti interessati. Dal Comune sono arrivate ampie rassicurazioni circa la volontà di chiudere positivamente l'iter amministrativo, forti anche delle indiscrezioni che arrivano da Torino, dove il Politecnico sta verificando lo studio sui flussi di traffico da e per lo stadio. Senza riscontrare criticità tali da far saltare il progetto.

Convenzione allo studio

Quella che invece sarebbe ancora da verificare è Convenzione Urbanistica, su cui da settimane sono al lavoro i tecnici dell'assessore Montuori con quelli di Eurnova. Restano da chiarire un paio di aspetti proprio relativi alla viabilità e alla mobilità del quadrante, su cui pende un intervento governativo. I soldi per la costruzione dei ponti (sia quello dei Congressi che quello di Traiano) ci sarebbero, ma non sarebbero ancora chiari i tempi. Ed da Boston vogliono vederci chiaro prima di cantare vittoria. L'ipotesi infatti che una volta completato tutto si debba attendere la costruzione delle opere a carico del pubblico non piace a nessuno, ed in questo senso si cercherebbero garanzie da mettere nero su bianco proprio nella Convenzione. Dettagli a questo punto, ma da tenere comunque presenti.