Ha un numero 9 con piedi da 10 la Roma Under 16 che sabato ha dilagato in casa della Lazio, 7-2 nell'andata dei quarti di finale. E il numero 9 piazzato a centrocampo, Nicola Zalewski, ha spaccato in due la partita, dopo che la squadra biancoceleste aveva provato a rendersi pericolosa, con un gol annullato su azione d'angolo: al 10' ha raccolto un pallone vagante al limite dell'area e lo ha piazzato all'incrocio dei pali, 4' dopo si è liberato sulla sinistra, lasciando partire un tiro-cross in diagonale che Bove ha trasformato nel 2-0. Anche se la giocata più bella Zalewski l'ha fatta nel secondo tempo, quando ha ballato sul pallone per svariati secondi, tra il limite dell'area e il fondocampo, disorientando i difensori con una serie di tocchi di classe, fino a mettere in mezzo con il sinistro (che non sarebbe il suo piede preferito): colpo di testa di Milanese, mani sulla linea di Bertini, espulsione e rigore. Che ha tirato proprio Milanese, il centravanti di manovra che gioca con il numero 10: non aveva ancora segnato, voleva prendere parte alla festa pure lui. Missione compiuta, spiazzando Moretti, poi i due piedi buoni del gruppo dei 2002 - lo scorso anno hanno giocato spesso insieme, Zalewski interno destro, e Milanese a sinistra - hanno lasciato entrambi il campo, lasciando il posto ad Astrologo e Antenori.

Storie diverse

Le analogie tra i due giocatori più tecnici della Roma Under 16 finiscono qui: Milanese è arrivato due anni fa da Lecce, Zalewski quando aveva 9 anni, e ha fatto molta meno strada. I genitori, polacchi, sono arrivati in Italia quasi trent'anni fa: il padre aveva una piccola azienda di ristrutturazioni edilizie, la famiglia - di cui fa parte anche la sorella più grande, Jessica - risiede a Poli, casa affianco al campo sportivo, in un comune di neppure 2.500 abitanti sui Monti Prenestini. Provincia di Roma, non lontano da Tivoli, dove è nato il giovane talento giallorosso, che dopo i primi calci sotto casa è passato allo Zagarolo: un anno solo, poi l'arrivo alla Roma, nel 2011. Scelto da Bruno Conti: quella dei 2002 è una delle ultime annate che ha potuto allestire, prima di venire sostituito da Massimo Tarantino. E il polacchetto di Tivoli è proprio il tipo di giocatore-bambino che Bruno ha sempre scelto e protetto: quei piccolini che magari rischiano di andare a terra con una spallata, ma che quando hanno la palla sui piedi, sanno dargli del tu.

Cambio di ruolo

Per anni, il fisico lo ha penalizzato: ha cominciato a crescere in altezza solamente la scorsa estate, contro avversari che avevano già fatto lo sviluppo faceva fatica. E non aveva ancora trovato un ruolo definitivo: giocava trequartista quando era previsto dal modulo, altrimenti esterno d'attacco, spesso a sinistra, rientrando sul destro. Lo scorso anno Mauro Fattori in Under 15 ha cominciato a schierarlo sulla linea dei centrocampisti, ruolo in cui la  ho confermato in questa stagione Gianluca Falsini: a destra Bove, che si inserisce continuamente in attacco, al centro, arretrato in cabina di regia, uno tra Astrologo, Tripi e Carlucci, a sinistra Zalewski, pronto sia a lanciare che a provare la conclusione a rete. Per accelerazione, dribbling, visione di gioco e facilità di calcio può fare una buona carriera professionistica: quest'anno ha 20 presenze e 5 gol, giocando poco meno della metà dei minuti ufficiali della stagione. A cui vanno sommate le presenze con la Polonia Under 16: lo scorso anno Zibì Boniek ha segnalato il suo nome alla federazione polacca. È andato per uno stage dell'Under 15, la scorsa stagione, è piaciuto ed è stato confermato anche quest'anno. Tanto ha il doppio passaporto: con i nuovi regolamenti, avrà tempo fino alla nazionale maggiore, se vorrà cambiare idea, e vestire la maglia dell'Italia. Problemi lontani: prima ci sono le finali del campionato Under 16 - il ritorno dei quarti sarà una formalità, la Roma è già in semifinale - l'Under 17 della prossima stagione, e dal 2019 la Primavera. E un posto da titolare inamovibile su cui ha già più di un'opzione: se continuerà la crescita di questi mesi, non gielo toglierà nessuno.