Di questi tempi, negli ultimi anni, la Roma Primavera andava in ritiro al fresco, tra le montagne di Borgo Valsugana, in Trentino: tra le conseguenze del Covid c'è stato il ritorno alla preparazione a Trigoria. Dove ci saranno pure attrezzature di prim'ordine, a completa disposizione dei ragazzi di Alberto De Rossi visto che i grandi sono in vacanza, ma c'è anche un caldo che non aiuta.

Ma la conseguenza peggiore, per i ragazzi impegnati nell'ultima categoria giovanile, non è certo il caldo, ma la mancata conclusione del campionato scorso, sospeso ai primi di marzo (l'Atalanta, nella zona più colpita, ha giocato l'ultima partita il 15 febbraio) e mai ricominciato. Qualche giorno fa la Federazione ha ufficializzato i verdetti, lasciando inalterato il format, a 16 squadre, con la retrocessione in Primavera 2 delle ultime tre in classifica, Chievo, Napoli e Pescara, e le promozioni di Milan (che aveva ottenuto l'aritmetica certezza del primo posto già prima del lockdown, il 22 febbraio, con quattro giornate di anticipo), Ascoli e Spal. Lo scudetto per il quarto anno di fila è rimasto in Lombardia, con il secondo titolo di fila dell'Atalanta (prima c'era stata la doppietta dell'Inter, che nel 2018 schierava col numero 10 Nicolò Zaniolo, ultima non nerazzurra a vincere il campionato fu la Roma 2015-16). Il titolo 2019-20 è stato assegnato a tavolino, ma alla squadra più forte: 9 punti di vantaggio sulla terza (l'Inter), pur avendo giocato due partite in meno, tre sul Cagliari, che aveva giocato 20 partite invece che 19. I sardi si sono consolati con gli esordi chiesti da Giulini a Zenga: il difensore Carboni negli ultimi due mesi è stato a tutti gli effetti un giocatore di prima squadra, Gagliano ha segnato a Buffon alla seconda presenze in A, Ladinetti e Marigosu hanno debuttato.

La Roma ha chiuso al quinto posto, a -13 dalla capolista, pur giocando due gare in più: ci fossero stati i playoff li avrebbe giocati. Ma il problema della sospensione del campionato riguarda più i giocatori, che non hanno potuto completare il processo di crescita saltando quasi mezza stagione, che la squadra. Tanto che praticamente tutti i 2000 e i 2001 dell'anno devono essere piazzati: nelle ultime settimane sono partiti solamente due difensori, il centrale Bianda, che in relazione all'investimento fatto per portarlo a Trigoria è stato probabilmente la peggior delusione degli ultimi vent'anni di Primavera, e il terzino destro Parodi. Il primo è stato ceduto in prestito allo Zulte Waregem, in Belgio, con un contributo sull'ingaggio, il secondo a titolo definitivo al Pontedera, in serie C, conservando una percentuale sulla futura rivendita.

Il prossimo ad andare in C, ma in prestito, per giocare, è il portiere Cardinali, fresco di rinnovo, e di convocazioni in prima squadra, dove quest'anno ha fatto il quarto. Riccardi verrà inserito in qualche scambio di mercato, Bouah farà il ritiro con Fonseca e poi si vedrà, Santese andrà via, Estrella Galeazzi e Plesnierowicz sono tornati in patria per fine prestito, Semeraro già si allena con l'Ascoli che lo aveva preso a gennaio, per Trasciani, Sdaigui, D'Orazio, Nigro e Zamarion si attendono offerte, Providence, Darboe, Chierico (che diventerà capitano) Simonetti e Tall dovrebbero rimanere come fuoriquota, salvo richieste particolarmente interessanti. Di certo senza il lockdown, con il campionato finito regolarmente e il mercato già iniziato, la Roma Primavera non avrebbe così tanti giocatori ancora da piazzare.


Il mercato in entrata
Ma la prima preoccupazione di Morgan De Sanctis - che è stato vicino a lasciare i giallorossi per andare all'Ascoli - al momento resta il mercato in entrata, reso complicato dal passaggio di proprietà, che blocca il budget. Ma la Roma aveva bisogno di rinforzi, in particolare in difesa, visto che non ci saranno più i quattro titolari dell'anno scorso (Calafiori resterà a Trigoria, ma per giocare in prima squadra) e almeno altrettante riserve. E due operazioni sono ormai definite (anche se il vuoto di potere in società ritarda le ufficializzazioni): arrivano il nazionale sloveno under 19 Amir Feratovic dell'Nk Bravo, e lo spagnolo Javier Vicario dal Numancia. Sono classe 2002, come gli altri difensori che resteranno in rosa, Tripi, Buttaro e il senegalese Codou Ndiayè, in Primavera già l'anno scorso, e Ciucci e Morichelli, che facevano l'Under 18. Gli ultimi due potrebbero partire prima della fine del mercato, ma anche in quel caso la Roma sarebbe molto ben coperta, con 4 centrali di ruolo e un jolly come Tripi, che gioca indifferentemente in difesa e in mediana.

Lo scorso anno quando scendeva in campo lo faceva in cabina di regia, quest'anno potrebbe arretrare di qualche metro, facendo allargare i due centrali e salire i terzini, con il passaggio alla difesa a tre (o a cinque) varata da Fonseca. De Rossi, che spesso si è adeguato al modulo dei grandi, ci sta pensando. Intanto il mercato non si ferma ai centrali: due talenti in arrivo dalla Catalogna, l'esterno d'attacco di origini congolesi Ngingi, classe 2003, dal Cornellà, e la mezzala sinistra del Barcellona Jan Oliveras, 2004: dovrebbero partire entrambi con l'Under 18.