La prima necessità della Roma Primavera era rinforzare il reparto arretrato, così ieri è stato depositato in Lega il contratto di Maissa Codou Ndiaye, difensore centrale dell'Afro Napoli United. Un club molto particolare, che un anno fa è salito dalla Promozione all'Eccellenza grazie ai gol del 38enne brasiliano Babú, portato in Italia da Cafu, lanciato da Zeman alla Salernitana e arrivato in serie A con il Lecce. Ma i risultati sportivi non sono certo la prima preoccupazione del club, Associazione Sportiva Dilettantistica nata dieci anni fa con l'intento (come si legge sul sito) «di adoperare il principio secondo il quale lo sport può e deve essere, oltre una semplice disciplina per allenare il fisico, anche un veicolo per l'insegnamento di valori sociali ed etici ed un metodo per abbattere i tabù razziali».

Scorrendo la rosa della prima squadra, che gioca all'Alberto Vallefuoco di Mugnano, si capisce meglio: portieri e difensori tutti di Napoli, come due centrocampisti e un attaccante, uno è nato ad Avellino, uno in Argentina, Babú a San Paolo del Brasile, due a Capo Verde, in mediana un 25enne di Kumasi, Ghana, le punte che restano vengono da Algeria, Gambia e Guinea. Della rosa di Salvatore Ambrosino - 14 presenze in B con il Savoia, con cui ha fatto altri sei campionati tra C2 e C1 - non faceva parte il neo romanista Ndiaye: classe 2002, era troppo giovane. Ma l'età, nella prossima stagione, gli consentirà di giocare anche con l'Under 18, la nuova categoria, nata questa estate, come ultimo scalino di avvicinamento prima di esordire in una Primavera che ha alzato età media e livello tecnico. Con la squadra di De Rossi però Ndiaye si è già allenato in queste settimane: in rosa non c'è un difensore con i suoi mezzi fisici, anche ci vorrà del tempo (oltre che per il transfer) per fargli assorbire il salto tra dilettanti e professionisti.