Ci sono i giovani di cui si parla poco, tra addetti ai lavori, e poi ci sono quelli come Riccardo Ciervo. Perché sui vari Bove, Zalewski, Cancellieri e Tripi c'è poco da dire: sono le stelle dell'Under 17, saranno sicuramente titolari in Primavera, qualcuno già da settembre, e se continueranno su quella strada nel giro di uno o due anni potranno ricevere la prima convocazione in prima squadra, per il ritiro o per completare la panchina. Poi ci sono quelli che sono comunque titolari, e certi del passaggio di categoria, le riserve che hanno (più o meno) già capito che faranno meglio a cercarsi un'altra sistemazione, e la quarta categoria, coloro che sono sospesi: non sono ancora riusciti a ritagliarsi un posto nell'undici titolare, ma danno l'idea di non aver ancora completato la maturazione tecnica. Di essere delle riserve in grado, nel giro di qualche anno, di togliersi più soddisfazioni di tanti che al momento sono titolari. Riccardo Ciervo è uno di questi: esterno d'attacco, un destro che gioca quasi sempre a sinistra, è alto e magro, molto veloce e molto tecnico, e quando parte palla al piede con le sue lunghe leve è difficile fermarlo. Però segna poco: nato a Latina, è arrivato nel 2016 dalla Polisportiva Carso, e nel primo campionato a Trigoria non ha mai segnato. Quattro gol nella seconda stagione, altrettanti quest'anno, in una regular season in cui ha giocato 19 partite, ma solamente 6 dall'inizio, raccogliendo più o meno un terzo dei minuti disponibili.

L'eccezione

Di solito quelli che - senza infortuni di mezzo - giocano meno di metà dei minuti hanno pochissime possibilità di venire confermati dopo la conclusione del campionato Under 17, ma la Roma in Ciervo ha sempre creduto. Deve crescere molto muscolarmente - e andrà fatto senza appesantirne la corsa - e fare progressi dal punto di vista del carattere: l'impressione che hanno in tanti è che il ragazzo - che anche al Carso, curiosamente, non era la stella della squadra - non abbia ancora preso piena consapevolezza del suo grande potenziale. La semifinale di lunedì con il Napoli a Ravenna potrebbe essere la gara della svolta: Piccareta - che poi a fine gara ne ha lodato i grandi progressi nel corso della stagione - lo ha messo in campo al 12' della ripresa al posto di Cancellieri (che in questa stagione ha segnato più lui nell'intero triennio: 18 gol in 21 partite) e il biondino di Latina, che si è piazzato a destra, ha cominciato subito a mettere in mezzo cross pericolosi. Otto minuti dopo il suo ingresso in campo uno di quei cross ha pizzicato la traversa, l'azione è proseguita, la palla gli è tornata, e lui ha messo in mezzo il cross basso che ha permesso a Bove di sbloccare la partita. Il Napoli ha pareggiato poco dopo, ma un minuto dopo Bove gli ha restituito il pallone e il favore, e Ciervo calciando di prima intenzione, ha messo la palla all'angolino lontano, trovando il quinto gol stagionale, il 2-1 valso la possibilità di tornare nello stesso stadio, domani, per la finale scudetto con l'Inter. «Avevo voglia di dare il mio apporto alla causa e per questo sono molto contento - ha dichiarato a Roma Tv - ma devo ringraziare i miei compagni che mi hanno messo nelle condizioni giuste per giocare bene». Un'umiltà persino eccessiva: è il suo ingresso che ha cambiato la gara, sono i compagni che devono ringraziare lui.