Primavera, rinascita Scacchi: una doppietta per prendersi la Roma
Fino a ieri, solo 262 minuti in stagione. Poi i due bei gol al Monza e l'avanzamento ai quarti di Coppa Italia. Guidi lo elogia: "Ci ha dato un segnale"
(GETTY IMAGES)
Chi realizza i sogni a volte non sogna più. Ma per Manuel Scacchi non c'è tempo per fermarsi: anzi, il suo sogno lo sta costruendo e ieri, col Monza in Coppa Italia, ha aggiunto un nuovo pezzettino al puzzle della sua stagione. Da ricomporre, indubbiamente. Si riparte da qui, dunque. Due gol, uno più bello dell'altra, per il 2-0 valevole l'accesso ai quarti di finale e una nuova possibilità. Prima il tocco di suola a beffare un perfetto Strajnar (che alla ripresa ha pure tolto al 21 un assist di pregevole fattura); dopodiché, la chiosa con dribbling e doppietta a regalargli l'uscita dal campo e gli applausi dei pochi accorsi al Tre Fontane nel freddo mercoledì di gennaio.
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Voglia di rivalsa
"Il mister tiene a me. Lo dimostra durante gli allenamenti, su ogni pallone", ha detto Scacchi nel post-gara. Con lui esordì due anni fa, nel gruppo dei 2004. Cosa non scontata per un classe 2007, seppur talentuoso, come lui. Ma il 2025-26 racconta una realtà diversa: un inizio quasi da protagonista, con tre partenze dal 1' e la rete siglata al Sassuolo; fino al calo fisico, le panchine e i problemi che ne hanno compromesso la regolare presenza. Col Monza, il ritorno nella formazione titolare. In Primavera non accadeva da settembre, contro la Fiorentina. A stemperare l'attesa, due partite in U18 senza incidere. E, finalmente, la luce in fondo al tunnel.
Ciò che si augura il tecnico è di avere a disposizione un calciatore in più. Di poter contare sul suo talento in zona offensiva: dribbling, cambi di direzione repentini e fantasia di fronte alla porta. Con quel 21 sulle spalle che ricorda la Joya. "Da quando è iniziato questo mini-ciclo di 7 partite in 28 giorni, è fondamentale avere tutti al massimo. Mi fido ciecamente di tutti loro e la testimonianza è Manuel, ci ha dato un segnale", le parole dell'allenatore. Fino a ieri, solo 262 minuti in stagione. Pochi. È tempo di riacciuffare quel treno.
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