Nella settimana in cui Filippo Missori, contro il Napoli, è stato il primo 2004 convocato dalla Roma per una gara ufficiale (il portiere Mastrantonio aveva il ritiro), i suoi coetanei che sono ancora in Under 18 hanno consolidato il primo posto vincendo la quinta partita su 5 giocate, 6-2 al Bologna, che nel primo tempo aveva pareggiato due volte, arrendendosi nella ripresa. E la Roma che ha fatto 6 gol non aveva quello che con tutta probabilità (nel vivaio, al di sotto della Primavera, le gerarchie non sono scritte nella pietra) è il centravanti titolare, Cristian Padula, alle prese con un problema al piede: ha giocato solamente una mezz'ora alla seconda giornata, salterà anche la trasferta di domenica contro la Sampdoria, per rientrare in gruppo la prossima settimana. Nelle categorie basse la maglia numero 9 aveva un solo padrone, Leonardo Rossi, che nel 2018 decise di non firmare il vincolo giovanile con la Roma, preferendo accettare l'offerta del Milan: dieci mesi dopo le due squadre si giocarono la finale scudetto Under 15, e fecero festa i giallorossi. Quel giorno il tridente era Koffi-Simone-Cherubini: le ali sono ancora in rampa di lancio, hanno già debuttato sotto età in Primavera e firmato il contratto da professionista, il centravanti, che lavora molto per la squadra ma segna poco (4 gol quell'anno) è ancora in rosa, ma ha giocato solamente uno spezzone alla prima giornata. Era uno dei tre che la Roma prese a parametro zero dal Bari: Agostinelli è passato nel gennaio del 2020 alla Fiorentina (che ieri lo ha portato per la prima volta in prima squadra, contro la Lazio), il 31 agosto Logrieco è stato ceduto all'Empoli, tra gennaio e la prossima estate sarà lui ad andare via. Anche perché nel frattempo Padula, che quel giorno partiva in panchina, ha preso i centimetri che gli mancavano: la tecnica ce l'aveva già, ora ci ha messo anche altezza e progressione, la sua esplosione definitiva è solo questione di tempo. Ma a giugno, quando la Roma classe 2004, battendo il Genoa ha vinto il secondo scudetto su due in palio (quello dell'Under 17: la stagione dell'Under 16 è stata fermata dal Covid), il centravanti titolare era lui.

Cristian Padula con De Sanctis alla firma del primo contratto professionistico

Le altre opzioni

Contro il Bologna, per la prima volta, è partito titolare al centro dell'attacco Patrick Gante, un romeno molto alto e slanciato, che la Roma ha preso dall'Oradea nel febbraio dello scorso anno, appena ha compiuto 16 anni, notando una tecnica fuori dal comune per un ragazzo con quella struttura fisica. Il mercato era già chiuso, e lui si è allenato senza poter giocare per mesi: si è presentato con due gol all'esordio (Roma-Lecce 5-1) ma si è fermato a quelli, vecchi ormai di un anno e più. A gennaio era salito sotto età con l'Under 18 raccogliendo solo spezzoni, in questo avvio di stagione ha giocato una manciata di minuti, la gara col Bologna era la sua grande occasione, e non l'ha sfruttata. Al contrario di Mbunya Alemanji, centravanti inglese nato in Germania, ma di origine camerunese: giocava nel Cambridge United, è arrivato anche lui nel 2020. Ed è sembrato a lungo un corpo estraneo, con quel fisico enorme, che ricorda un giocatore di football americano, più che un calciatore. E che, quando non è in forma smagliante, lo rende lento e macchinoso. E infatti lo scorso anno ha giocato poco o nulla: appena 4 apparizioni, una sola da titolare, l'ultima di regular season, nessun gol, niente da ricordare. Ma il ragazzo viene descritto come un grande lavoratore, uno che si impegna molto in allenamento, e proprio per questo sta facendo passi avanti: domenica Scurto gli ha regalato l'esordio stagionale, dopo 11' di ripresa, e l'inglese prima è andato al tiro in condizioni non facili, ricevendo palla spalle alla porta, poi, pochi minuti dopo, ha trovato il primo gol in giallorosso, con un gran destro da fuori area, una parabola finita all'incrocio dei pali. Non basta per trasformare un corpo estraneo in un giocatore utile alla causa, dovrà farne molti altri per poter sperare di scendere in campo con la Primavera 2021-22, ma è pur sempre un buon inizio.

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Anche perché la squadra di De Rossi al momento ha tre ottimi centravanti classe 2003: il ghanese Felix ieri è stato fatto esordire da Mourinho, lo svedese Voelkerling Persson lo ha sostituito alla grande contro l'Empoli, il calabrese Satriano non è al meglio fisicamente, parte dalla panchina, e potrebbe fare il fuoriquota l'anno prossimo. Con tutto che la Roma ha altre due-tre opzioni nei classe 2004, a partire da Pagano, numero 10 che ha giocato spessissimo come falso nueve, fino a Koffi, esterno ivoriano che domenica ha fatto il centravanti in Primavera, o Cherubini, una seconda punta che potrebbe adattarsi. La cattiveria per combattere in area ce l'ha: basta vedere come si è inventato il gol del 4-2 al Bologna, lunedì.