AUDIO - Boniek: "Questa Roma funziona, Gasp la gestisce benissimo. Totti? Deve tornare"
Il doppio ex della sfida con la Juve a Radio Romanista: "Tornare in Champions non è un sogno. Malen ricorda Vialli. E pensare che a Birmingham lo hanno lasciato andare"
(GETTY IMAGES)
Zbigniew Boniek è intervenuto sulle frequenze di Radio Romanista per parlare della Roma e del big match contro la Juventus in programma domenica sera alle 20.45. Ecco le sue parole.
Aspettavi una Roma così pronta per lottare per il vertice?
"Il ragionamento è complesso, il campionato è particolare: l'Inter è scappata e vince sempre, le altre cercano di fare qualcosa in più . La Roma è costante, prende pochi gol e riusciamo a fare punti sia in casa, sia fuori. Abbiamo grosse ambizioni. Pensare di tornare a giocare la Champions non è un sogno, ma una realtà che può diventare ancora più grande con la Juve. Ma non sarà semplice batterla".
Sta passando un momento di difficoltà, anche per quanto riguarda le recenti scelte.
"Preferisco più parlare della Roma che della Juve. Quando ne parlo, sono un po' gelosi... (ride, ndr) La Juventus ha l'ambiente ideale per giocare, ma sono in difficoltà. Vlahovic non c'è e c'è un problema col centravanti... Lasciamoli nei fatti loro, non vorrei analizzare".
A Trigoria c'è una Roma con Ranieri, Massara e Gasperini.
"Sta funzionando. Funziona bene. Non so esattamente qual è il ruolo di Ranieri, ma fa da tramite; Gasperini ha grande esperienza e gestisce la squadra in maniera esemplare; e Massara è serio e parla poco col mondo esterno, senza dare ai giornalisti le notizie e lavorando. Stiamo andando bene. Se n'è andato Baldanzi e ha preso Zaragoza, che credo avrà difficoltà... Ma ognuno ha un pensiero diverso. Guardando la Roma mi diverto, ma faccio le mie osservazioni: darei più spazio a Pisilli, che potrebbe fare tra gli 8 e i 12 gol; si inserisce in seconda battuta, corre, pressa e va box-to-box. Vedo Koné in difficoltà, che ha un suo peso in mezzo al campo. Ci si poteva aspettare di più. Ma la Roma sta giocando bene".
A proposito delle tue osservazioni, chi ti ricorda Malen?
"Sicuramente è un giocatore forte. Azzardo a dire che somiglia a Vialli, ma ho degli amici a Birmingham, dell'Aston Villa, che dicevano: 'Ne abbiamo due più forti, poi ora arriva Abraham, che è meglio...'. Non lo stavano dando via a malincuore. Si è adattato invece bene, ha caratteristiche buone per la Roma e il calcio italiano. Sa girarsi verso la porta avversaria e anche se riceve la palla spalle alla porta sa come fare, cerca profondità e aiuta la Roma moltissimo. E ha tecnica. Alla fine, quello che conta è la tecnica. Se sei bravo e volenteroso va bene, ma se perdi il controllo del pallone non ci siamo. Ha un piede dolce, molto veloce".
Ci sono anche temi delicati legati ai rinnovi. Tu prolungheresti Dybala e Pellegrini?
"Non sono un dirigente... Andrebbe chiesto a Cassano! (ride, ndr) Non sono un dirigente della Roma. Preferisco non espormi!".
Ci sarebbe un ruolo di direttore generale che è vacante...
"Io non voglio essere ripetitivo... Se dovessi un giorno tornare alla Roma e vestire quella giacca, mi farebbe piacere. Ma non vedo perché dovrei autopropormi. Non ho mai ricevuto alcuna offerta, ma sono qua. Sto bene a Roma, tifo la Roma".
Si è tornati a parlare di Totti?
"Dovrebbe far parte della Roma per il semplice fatto che l'anno prossimo c'è il centenario. Si può fare senza Totti? No! E' stato il più forte della storia della Roma, lo hanno cercato tante squadre nel corso della storia e se se ne fosse andato avrebbe vinto qualche Pallone d'Oro. Uno come lui è un'icona, potrebbe fare mille cose. Può diventare un elemento importante e Ranieri fa bene a insistere nel trovargli un'occupazione. Zanetti è all'Inter e non sta facendo qualcosa di particolare; può essere un ambasciatore... Lui è il più forte di sempre nel club giallorosso. Avrei voluto vederlo prima nella dirigenza, ma non conosco le dinamiche".
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