Ha segnato 8 gol nelle prime 5 partite dell'Under 17, Daniel Barel Tueto Fotso, presentandosi con una tripletta nel 7-1 al Frosinone. Ma il centravanti camerunese, strappato all'Atalanta nel 2016, gioca sotto età, e deve ancora migliore sotto molti aspetti, tanto che nelle ultime 4 gare (in cui i compagni hanno segnato 34 gol) è rimasto a secco: la Roma - che in quel ruolo ha lasciato andare Antenori, che di recente ha lasciato il Bologna e il calcio professionistico, e trattato Nicolò Cudrig dell'Udinese, poi finito al Bruges - non può affidarsi solo a lui. E il nuovo tecnico, Fabrizio Piccareta, ha preferito non insistere su Milanese falso nueve, con tutto che la talentuosa mezzala salentina, avanzata al centro dell'attacco da Falsini nella scorsa stagione, aveva dato buone risposte nel nuovo ruolo: al suo posto un barese, Vittorio Alberto Agostinelli, arrivato come centrocampista. Uno dei tre talenti che la società giallorossa ha portato a casa a parametro zero dal Bari, dopo fallimento del club, con tanto di svincolo di tutti i tesserati: il centravanti Giuseppe Simone per l'Under 15, la mezzala Alessandro Logrieco per l'Under 16, e Vittorio Alberto Agostinelli in Under 17, pure lui centrocampista interno. A Roma aveva giocato il padre, Federico, che aveva vinto lo scudetto con la Lazio Primavera, nell'86-87, con Rizzolo, Saurini e Valerio Fiori: in prima squadra ha raccolto una sola presenza, contro la Sambenedettese, in serie B, nel 1988. Quello stesso anno venne ceduto al Monopoli, dove è rimasto a vivere, e dove il 21 febbraio 2002 è nato il figlio, che è cresciuto nella Soccer Team, prima di venire cooptato dalle giovanili del Bari.

Convinto col contratto

Un anno fa, il 24 settembre 2017, è venuto a giocare a Trigoria, con la maglia numero 10 del Bari Under 16, ci è tornato in estate, per vestire quella della Roma. Che, per convincerlo, gli ha offerto il contratto professionistico, che a quell'età non è certo così scontato. Il posto da titolare no, quello dovrà conquistarselo sul campo: mezz'ora di ripresa alla prima giornata, titolare alla seconda, subentrato alla terza e alla quinta, infortunato alla quarta. Alla sesta, a Salerno, ha trovato il primo gol in maglia giallorossa: si è ripetuto una settimana dopo contro il Lecce, in cui giocavano parecchi suoi ex compagni del Bari, mentre ad Ascoli, in quella che resta la gara più entusiasmante della Roma di quest'anno, ha giocato mezz'ora, firmando con una pregevolissima deviazione di tacco il gol del 4-4, di una squadra che a inizio ripresa era sotto di tre gol, e alla fine ha vinto.

E nell'ultima gara prima del turno di riposo di domenica, il 14-0 con il Perugia, ha colpito di nuovo, con un bel sinistro in diagonale, all'incrocio dei pali, lui che è un destro naturale. Buona tecnica e bel dribbling, è arrivato alla Roma da mezzala, con evidenti attitudini offensive, coprendo il posto lasciato libero da Massimo Silvestri, svincolato e passato alla Fiorentina: il tecnico giallorosso ha deciso di avanzarlo, sfruttandone il fisico, alto e slanciato. E le prime riposte sono state confortanti: gli altri componenti del tridente giallorosso hanno più gol che presenze (9 e 11 Cancellieri, 7 e 8 Bamba, a mezzo servizio con la Primavera), Agostinelli è a 4 centri in 8 gare, ma aveva il doppio apprendistato, nel nuovo club e nel nuovo ruolo. E ha tutto per ridurre il gap con i compagni, e presentarsi in Primavera, la prossima estate, con una doppia cifra superata senza problemi.