Roma Primavera lucida ma poco cinica: è parità con il Como
Finisce 1-1, Di Nunzio risponde a Bonsignori. Buona prova, ma il gol avversario taglia le gambe ai giallorossi. Scala: «Ora dobbiamo concretizzare di più»
(GETTY IMAGES)
Trenta minuti splendidi, poi un altro calo e il dovere di riacciuffarla. Ci riesce Di Nunzio, a Trigoria, nei minuti finali: la sfida della quarta giornata del Campionato Primavera tra la Roma e il Como finisce 1-1, con la risposta tardiva ma chiaramente efficace dei giallorossi di Scala, che si muovono alla grande e rischiano pure di buttare via tutto. Lucidi, reattivi, ma poco cinici.
Va veloce, la Roma. La riaggressione è ormai canonica e i tre dietro, Bonifazi, Terlizzi e Basile, si piazzano in costante marcatura sul tridente, mentre davanti non ci sono punti di riferimento. Al 14’, la prima grossa chance, quando Guaglianone tiene in gioco un pallone morente e serve a Cama un cross: colpo di testa, palo. Un’altra zuccata di Falcetta chiama al 19’ l’intervento di Damioli. Poi, la lucidità dei giallorossi si abbassa. E al 38’, su contropiede, arriva un clamoroso palo di Harpur. Si capovolge tutto quando un’uscita scellerata di Damioli 2’ più tardi regala la chance a Guaglianone da lontanto, ma De Paoli salva tutto sulla linea.
Scala cambia all’intervallo, ma l’errore è dietro l’angolo: Marchetti, passato nel terzetto difensivo, si sgancia e lascia una prateria a Bonsignori, che al 48’ batte con lo scavetto un Kilvinger poi impreciso e quasi causa di un altro gol. Si passa al 4-3-3, poi al 4-4-2 a cambi completati. Guaglianone scalda i guantoni di Damioli, mentre al 62’ Maccaroni va vicino al gol. Ma il calo è troppo evidente: al 78’ un tiro del Como termina di poco fuori e all’81’ serve un super-Kilvinger per evitare di stare sotto di due. Contestualmente, la sfida rallenta, ma all’87’ arriva la risposta di Di Nunzio su cross di Corredera. 1-1 e altre due chance che non portano al gol. Arriva un altro 1-1, che non cancella le belle cose viste. «Restare lucidi è importante», ammette Scala. «Ora però dobbiamo essere più cinici sotto porta». Magari già col Milan.
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