Le conseguenze della disfatta: Gravina si dimette, Buffon lo segue
Il 22 giugno il nuovo presidente, candidature richieste entro il 13 maggio. Malagò e Abete fra i possibili successori, Rivera si propone. Addio vicino anche per Gattuso
(MANCINI)
Alla fine le dimissioni di Gravina sono arrivate. Non quando ci si aspettava, al termine dell’ennesima umiliazione del calcio azzurro; non dopo una conferenza foriera più di vespai che di spiegazioni; non al rientro in patria. Ma a due giorni di distanza dal fattaccio, quando al di fuori della Federcalcio tutto il Paese ha chiesto, quasi preteso, un passo indietro. Che è diventato ufficiale ieri nel primo pomeriggio, dopo una riunione-lampo fra tutte le componenti del consiglio federale (le varie Leghe dalla A ai dilettanti, l’Assocalciatori e la rappresentanza degli allenatori). Intorno alle 15.10 la nota, nella quale si specifica che è stata indetta l’Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma. Da statuto, le candidature vanno presentate quaranta giorni prima delle elezioni, quindi entro il 13 maggio. Gravina lascia a poca distanza dall’inizio del suo terzo mandato, ottenuto in termini plebiscitari a febbraio scorso, dopo quelli del 2019 e del 2021, ma in regime di prorogatio continuerà a gestire l’ordinaria amministrazione fino alla nomina del successore.
A distanza di un’ora circa dal comunicato della Federazione è arrivata anche la rinuncia all’incarico di Capo delegazione della Nazionale da parte di Buffon, che pure aveva annunciato di proseguire fino a giugno soltanto per esplicita richiesta del presidente. «Ora - si legge nel post dell’ex portiere sui social - mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità». Il prevedibile effetto-cascata dovrebbe coinvolgere a breve lo stesso ct Gattuso, ormai privo dei riferimenti dirigenziali, e come Buffon frenato da Gravina dall’intento di dimettersi già subito dopo la gara contro la Bosnia. Se le dimissioni del ct arrivassero prima dei prossimi impegni e senza un successore designato, la guida della squadra sarebbe affidata ad interim al tecnico dell’Under 21 Baldini, come già fu per Di Biagio nel 2018. L’assegnazione della panchina azzurra sembra per il momento ballare fra i nomi di Mancini e Conte, e in ognuno dei due casi si tratterebbe di un ritorno. Per qualcuno esiste perfino una suggestione Guardiola, ma visto l’ingaggio del catalano è più fantascienza che ipotesi vera.
Fra i papabili successori di Gravina invece, circolano già due nomi forti: Malagò - che metterebbe d’accordo soprattutto i club di Serie A - fresco del trionfo organizzativo di Milano-Cortina e reduce da anni di successi alla guida del Coni; e il presidente di Lega Pro (la componente più rappresentata in Consiglio) Abete. A loro si è aggiunto in serata quello di Rivera, dai microfoni di Radio 1: «Sono pronto». La campagna è iniziata.
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