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Abodi-Gravina: resa dei conti

Dopo il disastro Il ministro chiede le dimissioni: «È il terzo buco». Critiche al presidente federale: «Prima del ruolo sovrano del Consiglio dovrebbe esserci la coscienza»

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PUBBLICATO DA Chiara Ciotti
02 Aprile 2026 - 06:30

L’eterno ritorno dell’uguale. L’Italia che non si qualifica ai Mondiali per la terza volta consecutiva impone riflessioni, scatena polemiche e apre scenari, ricordando che le due precedenti apparizioni - quelle del 2010 e del 2014 - sono tristemente dimenticabili. E il lungo post partita di Bosnia-Italia ripropone la solita sequela di temi: i giovani che non giocano, il talento assente, le riforme federali, le dimissioni, gli scossoni tecnici, la tendenza dello scaricabarile e l’Europeo vinto come una magnifica eccezione. Ma nell’immediato tutto è rimandato. 

Al ct Gennaro Gattuso, visibilmente provato al triplice fischio («C’è troppa delusione, è una mazzata enorme, chiedo scusa perché non ce l’ho fatta. Sinceramente adesso non è importante parlare di futuro»), si affianca il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che nella conferenza stampa dopo la gara rinvia ogni decisione: «Devo fare i complimenti a Gattuso, è stato un grande allenatore e gli ho chiesto di rimanere. Per quanto riguarda la parte politica c’è una sede, abbiamo convocato un Consiglio federale per la prossima settimana. Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni, ma sono valutazioni che spettano di diritto al Consiglio federale». 

Nel giorno delle analisi e delle accuse, interviene la politica nella figura del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che invoca una rifondazione del calcio italiano e un rinnovamento dei vertici della Figc, rincarando la dose: «Quando un’organizzazione nel suo complesso buca per la terza volta un Mondiale è chiaro che il vertice deve assumersi una responsabilità o almeno dichiarare di essere pronto. Prima del ruolo sovrano del Consiglio federale c’è il ruolo apicale della coscienza individuale e mi sembra non emergere minimamente».

E, mentre Gravina convoca per oggi una riunione con tutte le componenti - Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori - in vista del prossimo Consiglio federale, non passa sotto traccia la sua risposta sul perché gli altri sport continuano a crescere: «Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici. Dobbiamo fare rapporti su basi di equità». Polemiche, di nuovo. E il presidente federale incassa repliche dalla pugile Irma Testa, dall’ex cestita Andrea Bargnani e, tra gli altri, da Gianmarco Tamberi, ironico sui social. Tra le schermaglie, Locatelli fa mea culpa e Donnarumma invoca su Instagram il «coraggio per ripartire». Già, per evitare l’eterno ritorno dell’uguale.

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