Nazionale

Malagò-Ranieri, difficile trovare di meglio

La nostra proposta: due romanisti alla guida della Federcalcio e della Nazionale. Il ruolo di Claudio alla Roma? Forse oggi gli sta stretto

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
01 Aprile 2026 - 11:26

Tra i tanti demeriti che tutti quelli che non attendevano altro gli stanno rovesciando addosso in queste ore, Gravina ha avuto anche un merito: quello di tener lontano dal salotto buono del movimento calcistico italiano quegli squallidi personaggi che periodicamente si affacciano vicino al Palazzo per imporre il proprio modo clientelare di intendere la materia. Ma è andata così. E quindi Gravina lascerà la federazione trascinato via dall'onda emotiva di chi pensa di risolvere i problemi semplicemente facendo fuori le persone, salvo ovviamente quando si tratta dei problemi che li riguardano: in quel caso le dimissioni non sono contemplate. Ma per cambiare la mentalità e la (non) cultura calcistica del nostro paese (un caso su tutti: abbiamo chiesto per anni che gli arbitri si aprissero ad un mondo più trasparente, ora che ce l'abbiamo, con Open Var, bisognerà tornare indietro perché la troppa trasparenza, come era ovvio, non ha fatto altro che alimentare sempre più raffinate teorie di cospirazione), non basterà ovviamente il cambio di una testa o di un apparato dirigenziale. Tanti auguri a chi ci proverà

E visto che questo è il momento delle candidature sarà divertente, ma di sicuro non appassionante, seguire tutti i giochini politici volti a favorire quello o quell'altro. Se vogliamo fare le cose serie sarà fondamentale pretendere che a capo del movimento venga nominato qualcuno di inattaccabile sotto il profilo morale, conoscitore della materia e capace di relazionarsi con ogni componente con massima credibilità. Mentre alla guida della nazionale sarà necessario mettere un uomo saggio, esperto, competente e in grado di mettere tutti d'accordo, da nord a sud. Da queste parti ci sono due personalità che potrebbero cominciare a lavorare da domani per il bene comune: Giovanni Malagò, ideale candidato per il vertice della Figc, e Claudio Ranieri, ideale ct per una Nazionale oggi non più amata. Il suo ruolo alla Roma oggi potrebbe stargli stretto e di fronte ad una nuova chiamata da via Allegri stavolta difficilmente direbbe di no. E vista la congiuntura forse neanche Friedkin si opporrebbe. Hanno entrambi una caratteristica, semmai, che a qualcuno potrebbe disturbare: sono dichiaratamente romanisti. Ma questo a noi li rende solo più simpatici. E trovateci una coppia migliore da cui ripartire.

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